Sardegna 2015

Desiderato e temuto, comunque tanto atteso, alla fine il “viaggione” dell’estate è arrivato e finalmente si parte! Dopo la freddissima estate olandese quest’anno abbiamo deciso per una programmazione di viaggio molto soft e una destinazione molto calda: Sardegna!
L’idea è quella di una vacanza tutta mare ma comunque in movimento e con la previsione di tante piccole escursioni, in linea con l’indomabile spirito viaggiatore di Michele…e anche un po’ mio!
Oltre allo splendido mare la Sardegna custodisce molti siti archeologici, e quindi noi proveremo a impostare un viaggio alla scoperta dell’archeologia, in particolare di quel periodo che, vuoi per l’assenza della scrittura vuoi per la presenza dei dinosauri, è il preferito dei bambini: la preistoria!
Da qualche mese in casa non si parla di altro che di preistoria, la sera leggiamo libri sull’evoluzione e giornalini sui dinosauri, il nonno ci ha fatto vedere i fossili di conchiglia e adesso non vediamo l’ora di andare a sperimentare tutte queste informazioni direttamente sul campo.2015-07-25 06.10.39
Siamo partiti da Prato la sera dopo cena e abbiamo dormito sul porto, imbarco da Livorno alle 8 am. La nave è organizzata proprio per i bambini, tutta decorata in stile Baby Loney Tunes, ci sono giochi e televisione con cartoni…insomma, fra giochi e pranzo le sei ore di viaggio sono volate e sbarchiamo ad Olbia alle 14 in punto.
Ci dirigiamo direttamente a Cala Gonone (Nuoro) area di sosta Palmasera [25 € tutti i servizi]. L’area è carina, ariosa e ombreggiata. La sera i gestori dell’area ci invitano per una cena sarda a base di arrosto di pecora, porcellino, trippa di pecora, tortelli sardi, formaggi e salumi. Come già sperimentato più volte, è bastato parlare con i ristoratori del mio “problema” celiachia: anche se non attrezzati hanno capito perfettamente e mi hanno indicato cosa potevo mangiare tranquillamente e cosa no, quindi ho mangiato salu2015-07-24 21.33.19mi e formaggi, ho saltato il primo e poi mi hanno rimpinzato di carne arrosto! Asaria ha assaggiato tutto, ma malgrado sia una vera mangiona, dopo il primo piatto era piena…così abbiamo annotato una prima caratteristica della Sardegna: si mangia bene e…tanto!!!
Per 25 euro a testa abbiamo mangiato benissimo e fino a scoppiare!
Il giorno dopo ci siamo svegliati presto, convinti che ci fosse il mare grosso, poiché il vento intorno al camper soffiava fortissimo. Mi sono alzata e sono andata per pura curiosità a parlare con il gestore per capire se sarebbe partita qualche barca per la visita al golfo.
Ma come a dimostrare la mia inesistente esperienza marinara, il gestore mi ha spiegato che il vento soffiava solo sulla costa e non sul mare (…boh??!!) e quindi meglio partire subito, poiché l’indomani probabilmente sarebbe stato impossibile fare la crociera. Per cui abbiamo svegliato le piccole e in meno di mezz’ora eravamo tutti e quattro pronti per imbarcarci, con ombrellone, pinne, maschere e pranzo al sacco. La giornata è stata bellissima, crociera nel golfo di Orosei e visita alla grotta del Bue Marino, Cala Mariolu, Cala Biriola e Calaluna. Ad ogni spiaggia era possibile scendere e fare il bagno per un paio di ore. Inutile dire che il maDSC_8308re era ovunque splendido!
Al nostro rientro abbiamo trovato l’allarme in funzione e, con buona pace degli altri camperisti, abbiamo scoperto che aveva suonato tutto il giorno…abbiamo comunque espiato la nostra colpa, o forse sono stati gli accidenti dei poveri vicini camperisti, perché la sera ci siamo resi conto di aver lasciato il nostro super ombrellone sulla barca!
Il mattino dopo siamo ripartiti alle 8, per una mattinata di shopping alle Cantine sociali di Dorgali e alla cooperativa pastori. Siamo ripartiti sull’ora di pranzo – ed abbiamo pranzato per strada fra i monti con i nostri buonissimi formaggi freschi – per arrivare alle 14 30 circa a Baia Cea (zona Tortolì). Abbiamo parcheggiato presso l’area sosta Rocce Rosse [€ 22 tutti i servizi] con tutta l’intenzione di dedicare due o tre giorni al relax sul mare. L’area sosta è decisamente spartana, gestita da un tipo albanese al quale mancano sicuramente almeno un paio di giorni della settimana nella testa, però è a due passi dal mare e soprattutto ha…le altalene!in realtà è una piccolissima zona gioco, con due altalene e uno scivolo, ma alle nostre bambine è piaciuta tantissimo, anche perché era accanto al camper e quindi potevano trascorrere il loro tempo ai giochi in completa libertà…che poi è la sensazione che tutti cerchiamo almeno in vacanza…e quindi, tranquille loro e felicissimi noi! Abbiamo trascorso veramente due bei giorni, 2015-07-28 11.11.41Asaria ha voluto fare le treccine e abbiamo fatto una gita in pedalò! Anche qui abbiamo voluto lasciare un segno, lasciando al suo destino in spiaggia la nuova tavola galleggiante delle bimbe, e così iniziamo a pensare che i nostri oggetti vogliano intenzionalmente abbandonarci…
Partenza il 29 dopo pranzo, in modo da viaggiare durante il pisolino pomeridiano delle bimbe, e arrivo nel pomeriggio zona Costa Rei. In programma ci sono altri due giorni di mare e poi, così riposati, dovremmo iniziare la parte turistica del viaggio con la visita a Cagliari. Ma dalla mattina Asaria mi sembra strana, nuota e gioca, ma è frignona come non mai e ha gli occhi arrossati. Inizialmente penso, anzi spero con tutto il cuore, che sia un’irritazione dovuta al salmastro, invece la sera ci accorgiamo che ha un febbrone…
Come sempre siamo in sosta libera, senza corrente, il che normalmente non è un problema, anzi…tuttavia, accorgermi della febbre della bambina – con la consapevolezza di averla volontariamente ignorata tutto il giorno dando la colpa degli occhi rossi al salmastro e del calore della fronte al caldo del sole…! – mi manda completamente nel panico. Asaria è appena uscita dalla doccia, si addormenta in piedi, trema dal freddo e ha i capelli bagnati! Io attacco il phon all’inverter e, in un impeto di furia, accendo alla massima potenza. Due secondi, una scintilla e la batteria del camper è fritta.
Asaria con la febbre, non possiamo attaccarci alla corrente, senza batteria, la sera e il buio che incombono e intorno a noi il meraviglioso nulla di Cala Cinzias. Filosoficamente, un momento di pace interiore senza precedenti, uno di quei momenti da ripensare durante l’anno, riflettendo sul fatto che sia possibile affrontare la vita senza lexodan…
In realtà è il panico…mangiamo veloci con il camper acceso e poi, romanticamente a lume di candela, alle nove siamo tutti a letto. Il mattino dopo il mitico Mic parte avanti giorno e alle 8:30 siamo di fronte all’ingresso di un’officina per camper a Cagliari.
Fortunatamente ce la caviamo con un fusibile rotto e alle 10 siamo già parcheggiati presso l’area sosta Campingnow, a Cagliari. Poiché Asaria sembra stare meglio, proviamo ad avventurarci per una breve visita della città. Ci dirigiamo direttamente alla fermata del trenino turistico, in modo da poter avere uno sguardo di insieme e non affaticare troppo le bimbe. Ma la febbre, inesorabile risale e dopo pranzo, ritornati al camper, dobbiamo cambiare programma e decidiamoci restare per qualche giorno fermi in un campeggio in attesa che la piccola si senta meglio. Passiamo anche dalla guardia medica di Nora, che nota due pustoline e ipotizza una possibile varicella…così, rassegnati a trascorrere i prossimi giorni fra tachipirine e talco mentolato, ci parcheggiamo al camping Torre Chia. Qui abbiamo trascorso tre giorni di febbrone, cercando di far fare mare alla piccola Alice e di far riposare la nostra malatina.
DSC_8637 DSC_8656DSC_8574Dal terzo giorno Asaria è stata senza febbre dalla mattina ed ha cominciato a scalpitare per andare sul mare, atteggiamento che noi interpretiamo come sicuro indice di guarigione. Per cui abbiamo subito organizzato una pizzata in spiaggia con brevissimo bagno al calar del sole. Forse sarà stato un po’ da incoscienti, ma la bimba stava meglio e fremeva per andare sul mare, e poi anche il medico ci aveva detto che i bagni di mare avrebbero sfiammato la pelle…fatto sta che la febbre ad oggi è completamente sparita e le tre pustole e che erano uscite si sono seccate senza che ne spuntassero altre…
Ma non appena cantiamo vittoria, un altro incidente di percorso mina le nostre agognate vacanze…si rompe l’erogatore del gas e restiamo senza fornelli! Tuttavia il posto è bellissimo, la cambusa è piena e poiché fa un caldo asfissiante non ci sono problemi a mangiar freddo, il gas è l’ultimo dei problemi…restiamo un giorno in più al campeggio, facciamo un’altra giornata di mare e il pomeriggio passeggiata a cavallo tutti insieme sulla spiaggia di fronte all’isola di Su Giudeo.
Il giorno dopo Mic si è organizzato una bella gita in canoa. Ha fissato con il ragazzo del noleggio sulla spiaggia Torre di Chia, un tipo molto filosofeggiante, e sono partiti il mattino prestissimo, alle 6:30 per vedere l’alba. Nel frattempo io e le bimbe ci siamo arrampicate fino in cima a Torre Chia, con tutta l’intenzione di un vero assalto da pirati, per entrare dentro alla torre e vedere il panorama. Cantando canzoni piratesche, dopo una buona mezz’ora di salita arriviamo in cima…peccato che siano appena le nove e il guardiano aprirà solo alle 10! Con santa pazienza aspettiamo fino alle 10:20, ma del guardiano nessuna traccia…con la coda tra le gambe e le bimbe in lacrime rientriamo alla base…battaglia persa!
Ripartiamo subito alla volta di Cagliari, per far aggiustare – di nuovo! – il nostro povero camper. Approfittiamo dell’attesa dal carrozziere per fare uno spesone di rifornimento, ripartiamo subito dopo pranzo.
A questo punto cerco di riprendere le redini della vacanza, che ha preso una piega troppo marinara e per niente archeologica, e il pomeriggio andiamo visitare il sito archeologico di Nora. Data l’ora un po’ tarda, sono ormai le 17:30, scegliamo di visitare solo il sito, senza salire sulla torre spagnola, con ulteriore spargimento di lacrime da parte delle bimbe, che desiderano salire su una torre dal primo giorno di vacanza! La guida è una ragazza giovane molto brava, che riesce ad interessare anche i più piccolini che la seguono attentamente, la visita è molto interessante e il sito veramente bello, anche solo dal punto di vista panoramico.
DSC_8691DSC_8727La sera parcheggiamo presso l’area di sosta Su Giudeu (€18 c/s solo docce no corrente). Il mare di fronte all’area è molto bello, un insenatura di sabbia chiara e di fronte l’isolotto di Su Giudeo, sul quale, narra la leggenda, i pirati Saraceni nascondevano i loro tesori.
Dopo pranzo ripartiamo, direzione Sant’Antioco, area di sosta Coccuaddus. L’area è un campo di fieno nel nulla e probabilmente non è autorizzata. Infatti se vogliamo aprire il tendalino dobbiamo parcheggiare fronte colle, in modo che non si possa vedere dalla strada. Il gestore, un ragazzo giovanissimo, ci spiega che stanno tentando di riaprire l’area ma hanno ancora qualche problema organizzativo. Comunque c’è una doccia con acqua un po’ salmastra all’uscita dalla spiaggia, il chiosco molto carino, un ristorante sulla spiaggia e un meraviglioso tappeto di stelle nel silenzio assoluto della notte. Il costo è un po’ alternativo…€15 c/S, no servizi,no corrente e tre gelati al giorno gentilmente offerti nel biglietto! Restiamo due notti e ripartiamo nel tardo pomeriggio per andare a cena a Sant’Antioco. È giovedì sera e in paese c’è festa. Noi andiamo prima a mangiare il pesce al ristorante L’Arco del Moro (non certificati Aic, ma disponibilissimi e soprattutto forniti di pane, pasta e dolcetti senza glutine!) poi ci facciamo un giro per la festa paesana, con tanto di baby dance, bancarelle di dolci e artigianato sardo e giostrine per le piccole.
La notte abbiamo dormito presso il parcheggio gratuito sul molo turistico. Il mattino abbastanza di buon ora siamo partiti a piedi per la visita Sant’Antioco: la cattedrale bizantina, bellissima, dal cui interno parte la visita guidata alle catacombe cristiane. Dal museo etnografico, un po’ misero, inizia invece la visita guidata per il villaggio ipogeo e il forte sabaudo. Decidiamo di tralasciare la visita al tophet, per non appesantire troppo la giornata alle piccole, che sono comunque molto brave e seguono tutto più o meno volentieri! La giornata infatti è stata molto calda, tuttavia siamo riusciti a girare bene, anche perché gran parte della visita si svolge sottoterra, al fresco! Ma in tutta la giornata la cosa che ha colpito maggiormente le bambine è stata la visita al Museo del bisso. Questo non è un vero e proprio museo ma la stanza dove lavora Chiara Vigo, una “maestra di bisso”, l’ultima maestra di bisso, come lei afferma.DSC_8789 La signora è un vero e proprio personaggio, stravagante ma decisamente affascinante. Ha dedicato la sua vita a questa attività, senza alcun fine di lucro, e narra la sua storia a chi ha la pazienza di ascoltarla, trasmettendo tanta passione. Ha fatto provare le bimbe a mettere le mani nel bisso grezzo per pulirlo dalle conchiglie, ha recitato con loro una “formula magica” poi ha spezzato un filo di bisso, filato di fronte ai nostri occhi, e ne ha regalato una parte ad Asaria e una ad Alice. Risultato: sono tre giorni che in spiaggia qualsiasi alga per le bimbe si trasforma in bisso e loro tessono e tessono…
Ripartiamo dopo pranzo, direzione Cala Domestica. L’area sembra pulita, ma non mi convince. Le docce e i bagni sono a gettoni, la spiaggia, meravigliosa, è sovraffollata.
La ragazza della reception segue il camper come un cagnolino impaziente e vuole sapere immediatamente dove intendiamo parcheggiare e quanto dovremo stare. Io sento già la tensione che mi prende sempre l’ultima settimana di vacanza, quando, stupidamente, inizio a preoccuparmi per il rientro che vorrei non arrivasse mai, per cui ho bisogno di riflettere con calma…l’istinto mi direbbe di spiaccicare la povera gestrice inopportuna. Fortunatamente non guido io, così decidiamo di prendere tempo e usciamo in strada. Cerchiamo un posto “sul mare” dal quale si possa “vedere” il mare. Ci dirigiamo verso Buggerru, per dare un’occhiata all’altra area sosta. L’area è vista mare, proprio come piace a noi, molto spartana ma ordinata, due docce libere, due lavandini e il barbecue. Il mare non sarà bello come a Cala Domestica ma l’ambiente è rilassante. Abbasso gli spocchiosi, noi ci fermiamo due splendide notti di relax, dormendo con il rumore del mare, grigliata, festa sarda la sera (dove sono come sempre riuscita a mangiare anche io un piatto e di pesce spada in umido e insalata di tonno fresco!). DSC_8835 DSC_8827Domenica mattina siamo andati in visita alla Galleria Henry. La gita è molto divertente ed istruttiva. Tutti si devono mettere il casco di sicurezza, poi il trenino percorre un tratto di miniera e fa scendere i turisti in un punto panoramico. Da lì, dopo una breve spiegazione introduttiva, si torna indietro a piedi nella galleria, insieme alla guida che ci ha raccontato storie e curiosità sulla miniera e i minatori ma anche sulle rocce e sulla vegetazione della costa.
Dato che è domenica decidiamo di prendercela ancora più comoda (!!), e così, dopo un pranzo con pecorini vari, spaghetti con la bottarga, dolci sardi e mirto, dobbiamo per forza fare un pisolino. Ripartiamo solo nel tardo pomeriggio e ci fermiamo per la notte in un parcheggio gratuito proprio dietro la chiesa di San Giovanni in Sinis.
Dedichiamo il mattino alla visita al sito archeologico di Tharros. Anche qui, per la gioia delle piccole, riusciamo a trovare un trenino che da San Giovanni ci porta in visita fino alla punta della penisola. Durante il tragitto il trenino fa due fermate panoramiche e per caso abbiamo incrociato degli archeologi al lavoro presso nuovi scavi a circa un km dal sito. Così abbiamo potuto vedere con i nostri occhi un muro che sbuca dal terreno sabbioso grazie al lavoro certosino e appassionato dei ragazzi che, sotto un sole cocente, erano a scavare la terra con piccoli attrezzi. Il sito di Tharros è ben organizzato, ma purtroppo si tratta di vere e proprie rovine, che necessitano di una buona dose di immaginazione per essere interpretate. Inoltre la guida ci ha spiegato tutto molto dettagliatamente, ma in modo tecnico e quindi poco comprensibile per i bambini. Ad un certo punto, anche per il caldo, Asaria e Alice hanno abbandonato la comitiva di turisti e si sono rifugiate sotto un alberello scheletrito insieme ad un altra bimba. Ma come sempre i bambini ci riservano sorprese e, mentre io pensavo che di questa visita a loro non fosse rimasto niente, il pomeriggio al mare ci siamo accorti che stavano costruendo con la sabbia, con estrema precisione, un recinto con all’interno una cisterna per la raccolta delle acque e accanto un sasso squadrato per fare il mercatino di vasi…esattamente ciò che ci aveva descritto la guida… Tra l’altro nel biglietto era compresa la visita alla torre spagnola e quindi, per la gioia di Asaria,finalmente, siamo riusciti a salire in cima a una torre e entrarci dentro!
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A questo punto, a tre giorni dalla fine della vacanza, vogliamo dedicarci nuovamente al mare e al relax, per cui ci parcheggiamo presso l’Agricampeggio Muras, nella zona di Is Arutas, sulle famose, e meravigliose, spiagge di sassolini di quarzo che sembrano riso(€12 c/s, servizi spartani,no corrente). Purtroppo arriviamo con il maestrale, per cui godiamo appieno del mare solo l’ultimo giorno, tuttavia anche una giornata di mare con poco bagno e tanto vento vale comunque la pena per i profumi e il panorama suggestivo che creano le dune. Tra l’altro, proprio di fronte allo sbocco al mare dell’agricampeggio, c’era la riproduzione di un fassoi, la tipica imbarcazione preistorica sarda di giunco, sul quale le bimbe hanno giocato ai pirati per una giornata intera.
Il 13 mattina, dopo una bella camminata all’alba per me e un ultimo bagno con tutta la famiglia, partiamo presto in direzione Olbia. Lungo la strada ci fermiamo sull’ora di pranzo presso l’area archeologica di Torralba, per visitare il nuraghe Sant’Antine. Anche qui è possibile la visita guidata e troviamo una signora gentilissima che ci accompagna all’interno del nuraghe. Dire che le bimbe siano rimaste affascinate è dire poco, ma anche noi! In effetti mi sono pentita di non aver approfondito la conoscenza di questa civiltà particolare…ma insomma, dovevamo lasciare qualcosa anche per il prossimo viaggio…in Sardegna!

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