Scotland 2016

Questa volta viaggio all’estero a tutti i costi, vogliamo cambiare lingua, cultura, cibo…e dove meglio se non nel Regno Unito?! Loro non hanno il kilo, hanno le libbre, hanno un’ottima birra che misurano a pinte, le distanze si valutano a miglia; si parla inglese (e malgrado tutti i miei sforzi di ripasso anche questa sarà una bella sfida) ma la cosa che più mi preoccupa, viaggiando in camper, è la guida a sinistra!
Via, ormai stiamo pensando a questo viaggio praticamente da agosto scorso, per cui ormai non vediamo l’ora che arrivi il giorno della partenza!

Friday 29 July – from Bagnolo to Innsbruk

Ultimo venerdì di lavoro. Stamattina ho egregiamente scansato tutte le beghe che potevano proporsi allo sportello dell’ufficio…signori, con me ne riparlate fra tre settimane!
Sono volata a casa, giusto il tempo per fare tutti una doccia e per le 17 siamo in autostrada.
Purtroppo manca una parte dei vecchi compagni di viaggio, Emanuele e Barbara, che hanno preferito i caldi mari del sud al freddo tempaccio scozzese; l’altro equipaggio invece, con i nostri amici Massimo e Cristina, ha cercato di compensare questa assenza imbarcando anche Gabriele, un amico delle loro figlie Sara e Alessia.
Malgrado la stanchezza dei preparativi e delle ultime settimane di lavoro siamo tutti piuttosto carichi, quindi per stanotte contiamo di dormire in un area di sosta ad Innsbruck e ripartire domattina presto.

Saturday 30 July – Innsbruck to Baden- Baden

Invece alla fine ripartiamo alle 8:30, che non è per niente presto, tuttavia l’orario ci trova tutti quanti svegli a goderci lo splendido panorama delle Alpi austriache.

Viaggiamo poi prevalentemente via strada, per evitare i pedaggi; poco dopo pranzo siamo già stanchi morti, per cui decidiamo di fare sosta nel primo posto turistico. Alle 17 circa parcheggiamo in area di sosta a Baden-Baden, una località termale in Germania. Il posto è estremamente elegante, noi approfittiamo per fare una passeggiata nel parco lungo il fiume. Subito ci rendiamo conto

di essere capitati in una serata molto particolare: al centro del parco è stato installato un palco scenico per una Orchesta di musica classica con tanto di tenore; nel prato tutto intorno la cittadinanza ha organizzato un enorme pic nic, con tanto di tavoli apparecchiati nei modi più raffinati. Qualcuno esibiva candelabri e tovaglia di fiandra e tutti brindavano con veri calici, le candele e la musica facevano il resto, creando un’atmosfera surreale e davvero molto romantica.

Sunday 31 July – Baden-Baden to Calais

Stamattina i babbi sono partiti veramente presto, lasciando noi mamme e ragazzi a riposare durante il viaggio.

Io mi sono svegliata verso le nove, e ho trovato Asaria seduta al mio posto a fare da navigatore al babbo!

Abbiamo comprato qualche croissant e abbiamo parcheggiato in un campo di fiori per la colazione. Che spettacolo! C’erano file di girasoli e file di gladioli di tutti i colori.  All’ingresso del campo un box in muratura con appoggiati tre o quattro coltelli da fioraio e un cartello: ogni fiore 0,70 cent, lasciare i soldi nel box. Io e le bimbe non abbiamo resistito e abbiamo “acquistato” self service quattro meravigliosi gladioli colorati che oggi fanno bella mostra di se nel lavandino del camper!
LUSSEMBURGO !
Poi siamo ripartiti di buona lena: a questo punto dobbiamo arrivare dritti a Calais, domattina alle 6:45 abbiamo il traghetto! Al porto di Calais ci accoglie il triste spettacolo delle tendopoli dei profughi in attesa che qualche buona sorte gli riservi un valido documento di viaggio. Anche se c’è una massiccia presenza di polizia decidiamo comunque di non parcheggiare nell’area attrezzata sul porto e anche se per poche ore pernottiamo in campeggio (Sangatte, tre minuti da Calais).

Monday 1 August – Calais to Dover – Nottingham – York

La mattina prestissimo passiamo tutti i controlli e finalmente ci imbarchiamo. Il viaggio in traghetto sembra durare pochissimo, fra una breve visita ai negozietti della nave e una chiaccherata, si intravedono già le famose scogliere. Quindi ci affacciamo sul ponte per goderci l’arrivo; le bimbe intanto provano a dare da mangiare il pane secco ai gabbiani che volano intorno al traghetto.
Nel frattempo Alice, che non mangia mai niente, trova che il pane secco di settimana scorsa sia particolarmente gustoso e, forse incoraggiata dal fatto che piace molto ai suoi amici gabbiani, ne mangia un paio di fette…
Complici cinque minuti di sole, e siamo riusciti a fare delle splendide foto a gabbiani, scogliere e bambine!
Appena sbarcati ci dobbiamo subito confrontare con la tanto temuta guida a sinistra. Il primo impatto è abbastanza sconcertante…a me angoscia parecchio vedere le auto ma soprattutto gli enormi truck inglesi spuntare alla mia destra a velocità di sorpasso, ma la situazione peggiore è ovviamente per il povero Michele che deve fare un enorme sforzo di concentrazione per mantenere il controllo e cercare di rimanere saldamente ancorato alla più lenta corsia di sinistra. Comunque dopo qualche miglio la guida è già più rilassata, Mic si lancia anche in qualche sorpasso…resta il fatto che questa cosa della guida a destra è davvero contro natura!
Nel pomeriggio passiamo vicino a Nottingham per cui ci fermiamo per una breve visita alla famosa foresta di Sherwood, dove incappiamo nel Robin Hood Festival. Purtroppo siamo arrivati un po’ troppo tardi, per cui la maggior parte degli stand sta chiudendo, tuttavia riusciamo a fare una bella camminata nel bosco fino alla radura della “major oak” e due tiri con arco e frecce.
Pernottiamo a York, in un parcheggio a pagamento lungo la strada ma vicinissimo al centro, per cui, mentre io e le bimbe andiamo a letto, gli altri riescono anche a fare una piccola uscita per una birra in città.

Tuesday 2 August – York to Alnwick

Stamattina visita a York. La città è davvero incantevole, abbiamo visitato la cattedrale e fatto una passeggiata lungo le mura. Poi in tarda mattinata ci siamo fermati per un te’ in una piccola caffetteria dietro la cattedrale (Crumbs), dove abbiamo mangiato golosissimi cupcake freschi di pasticceria e disponibili in ogni gusto anche senza glutine! Una pioggerellina fine fine e incostante, iniziata nella tarda mattinata, non ci ha comunque impedito di fare ancora due passi in città, al mercatino centrale, dove Cristina ha comprato una deliziosa tazzina da te’ con piattino per biscotti. Oggi, dall’inizio del viaggio, ci sentiamo finalmente very british!
Per pranzo ho convinto tutti a comprare un assortimento di “pie” salati, le tortine ripiene (che al supermarket si trovano anche in versione gf), ma devo dire che non hanno riscosso un grande successo.
Una breve spesa e ripartiamo verso nord. Pernottiamo in una farm nei pressi del castello di Anlwick (camping farm proctor’s stead).

Wensday 3 August – Anlwick – Jedburgh – Melrose

Davvero non siamo più abituati al silenzio della notte. Stamattina la sveglia sono i canti dei galli, solo quando ce ne rendiamo conto, perché abbiamo dormito tantissimo.
Così, belli freschi e pimpanti, arriviamo al Castello di Anlwick, i cui esterni sono stati utilizzati come scenografia per il film Harry Potter e gli interni invece come scenografia per la serie Dowton Abbey. In effetti il regista ha avuto bisogno di ben poco, perché gli spazi sono spettacolari. Nel castello sono state organizzate varie attività per grandi e piccini. Io e le bimbe andiamo dritte a prenotarci per il “broomstick training”, l’allenamento ufficiale di volo su manico di scopa! Ci sono due fieri maestri maghi, che fra battute e brontolate riescono a far ridere a crepapelle bimbi inglesi e non. Non posso ovviamente rivelare in questa sede i segreti di magia, ma dirò solo che alla fine le mie due piccole streghe hanno volato sulla scopa…immortalate da una magica foto ricordo!
Nel frattempo i grandi si erano avventurati in un ghost tour nelle segrete del castello e subito dopo ci siamo ritrovati tutti insieme in uno dei cortili per una attività che ci ha coinvolto tutti…mascherati in abiti d’epoca, in puro stile turista giapponese, ci siamo fatti un miliardo di foto tra spade, troni, gogne e draghi!
Un paio di ore dopo pranzo arriviamo a Jetbourgh. Sono le 17, e di nuovo la nostra organizzazione di viaggio si scontra con gli abituali orari del Regno Unito…la cattedrale è già chiusa, possiamo vederla solo da fuori. Ma non solo. Tutto il paese è chiuso: caffetterie e negozi. Facciamo un giro in una piovigginosa cittadina fantasma e ripartiamo. Proveremo a dormire a Melrose, così da essere pronti domattina presto per la visita alla cattedrale.

Thursday 4 August – Peebles – Rosslyn Chapel – Stirling Castle

Purtroppo stanotte la pioggia scozzese ci ha riservato una brutta sorpresa: verso mezzanotte l’angolo alto della cucina vicino alla porta d’ingresso del camper ha iniziato a gocciolare…una bella infiltrazione d’acqua!
Cerchiamo di tamponare il danno durante una lunga nottata insonne, ma poiché il viaggio in Scozia prevede continue piogge cerchiamo un carrozziere per far dare un’occhiata al problema.
Fortunatamente a Peebles troviamo una carrozzeria specializzata all’interno di un campeggio, il signore che ci accoglie è molto cordiale e in una mezz’ora ci risolve, temporaneamente, il problema. Felicissimo di averci aiutato si mette a chiaccherare e, con il tipico humor inglese ci dice che il problema non è dovuto alle insistenti piogge scozzesi ma al troppo sole italiano che ha cotto le giunture…! In effetti al ritorno dovremo fare un punto della situazione si tutte le giunture del nostro amato camperino!
Ripartiamo e per puro caso ci rendiamo conto di essere a pochi minuti dalla famosa Rosslyn Chapel. Avremmo dovuto visitarla più avanti, dopo Edimburgo, invece decidiamo di fermarci subito, in modo da non sprecare questa mattinata di viaggio. La visita è ben organizzata, all’ingresso si può ascoltare alcune storie e leggende che possono rendere più interessanti e comprensibili le mille sculture della chiesa. Quando entriamo si sta concludendo una funzione religiosa, per cui ci fanno attendere qualche minuto dietro l’altare. Poi con Asaria andiamo alla ricerca di indizi per trovare il Sacro Graal, sotto l’altare nella cripta si può vedere il segno a forma di serpente che viene descritto nel libro di Dan Brown e comunque ogni statua e ogni colonna può essere fonte di fantastiche storie…
Per il pomeriggio abbiamo in programma la visita a Stirling Castle che però permette l’ultimo ingresso per le 17:30. Quindi ripartiamo di corsa, guidando con un panino in mano, tutto per cercare di rispettare questi assurdi tempi di apertura britannici, che prevedono di concentrare la vita di una giornata intera fra le dieci del mattino e le cinque della sera.
Il castello si trova in una posizione splendida, in cima ad una rupe, esteticamente è molto affascinante e dall’alto si gode di uno splendido panorama; all’ingresso è disponibile un’audioguida, che descrive le varie stanze, tuttavia gli interni sono stati quasi totalmente ricostruiti e appaiono così finti che alla fine si perde totalmente il fascino che dovrebbe avere una residenza antica e sembra di essere in gita a Disneyland.
Ormai sono le 17:30 per cui rinunciamo subito a fare una girata in paese, perché tanto troveremmo tutto chiuso.
Attraversiamo nel tardo pomeriggio le meravigliose zone di Glen Coe. Sono brughiere di erba con tutte le tonalità del verde, costellate di erica di un bel colore rosa antico e in questo periodo spruzzate qua e là di fiori gialli e rosa brillante. Dappertutto piccoli laghi e zone paludose cascatelle grandi e piccole fra rilievi di varie altezze. Non si vede anima viva per diversi kilometri a parte un paio di matti scatenati che passano in bicicletta, fuori dal camper la temperatura segna tredici gradi…
Arriviamo per le otto circa ad un campeggio sul lago a Glen Coe (camping Invercloe).

Friday 5 August

Questa zona in particolare è famosa per i tanti percorsi trekking di ogni genere e grado, quindi stamattina presto, io Massimo e Gabriele partiamo intenzionati a farci una bella camminata per i sentieri intorno a questi bellissimi laghi. Inizialmente sbagliamo zona e percorriamo un lungo pezzo di strada asfaltata decisamente poco interessante, poi torniamo indietro e finalmente imbocchiamo un sentiero panoramico, tra l’altro tutto praticamente pianeggiante (segnalato anche per carrozzine), che si snoda attorno ad un laghetto nel bosco.
Rientriamo in camper dopo un paio d’ore; ormai anche gli altri sono svegli, facciamo tutti i servizi e subito dopo pranzo ripartiamo verso Skye.
Arriviamo sull’isola nel tardo pomeriggio e proviamo a parcheggiare sul porto a Portree. Il cartello dice “no overnight” ma c’è anche un altro paio di camper parcheggiati, per cui decidiamo di restare per la notte, anche perché il campeggio è comunque fuori mano e contiamo così per stasera di poter rimanere a cena fuori.
Usciamo dal camper per le sette e trenta circa e di nuovo ci scontriamo con le differenze di orario…praticamente le cucine chiudono tutte entro le nove e quindi riescono a servire solo chi è già seduto e non prendono assolutamente nuove prenotazioni. Inoltre l’isola è piccola, i locali sono piccoli e i posti a sedere pochi…quindi alla fine non riusciamo a cenare fuori nemmeno stasera!
L’unico posto disponibile, dove infine approdano tutti i disperati affamati di Portree, è il fish n’ chips sul molo, tra l’altro mi dicono buonissimo e croccante (ma purtroppo non gluten free). Direttamente al locale prenotiamo una barca per il giorno dopo, per un giro di caccia con il binocolo alla ricerca di balenottere e delfini.

Saturday 6 August

Scarpe da trekking e k-way, stamattina tutti pronti per scalare the Old Man Storr. Putroppo l’altezza di “soli” 719 m non ci permette di annoverare la nostra cima fra i “munros” (che devono toccare almeno i 914 m) ma è stata comunque una bellissima esperienza che ci ha permesso di godere di spettacolari paesaggi. Per Alice è stata la prima vera e propria scalata, infatti fino ad oggi è sempre stata nello zaino porta bimbi sulle spalle di Michele. Siamo saliti con un bel sole, tanto che a metà salita abbiamo iniziato a togliere sciarpe e giubbotti; io e Alice ci siamo fermate alla fine del sentiero segnato sotto il picco dell’Old Man, invece gli altri si sono avventurati un bel pezzo fuori percorso fino alla base della pietra. Mentre iniziamo la discesa il tempo è improvvisamente cambiato, si è alzato un bel vento e ha iniziato a piovere e così abbiamo percorso l’ultimo tratto di sentiero nella bufera.

A causa del tempaccio la gita in barca è purtroppo saltata, l’unica nota positiva è che ho trovato i biscotti shortbread della Walker’s anche senza glutine! La pioggia iniziata la mattina ha continuato a intermittenza per tutto il pomeriggio e in serata si è trasformata in una vera e propria burrasca. La notte trascorsa nel campeggio di Portree rimarrà per sempre nel nei nostri incubi…pioggia incessante e un vento spaventoso, che muoveva il camper con folate fortissime, diverse tendine sono state abbandonate in fretta e furia…io non ho chiuso occhio tutta la notte per la paura che il vento ci rovesciasse, il povero Michele non ha chiuso occhio nel vano tentativo di calmarmi…Tuttavia anche questa volta abbiamo la conferma che la maggior parte di questi inglesi sono decisamente waterproof: la mattina dopo ci siamo affacciati alla finestra e abbiamo visto una signora inglese che usciva tranquilla dalla sua tendina, ancora ben salda a terra, in maglietta a maniche corte con lo spazzolino da denti in mano…intanto sul giornale veniva riportata la notizia che una piattaforma petrolifera al largo della Scozia era stata scardinata dai forti venti…(!!!)

Sunday 7 August

In tarda mattinata fuggiamo da Portree, il tempo promette male per tutto il giorno e anche per domani. Decidiamo quindi di investire il tempo in attività al chiuso: visita alla distilleria di Tallisker (io e la piccola Alice dobbiamo rinunciare, si entra solo a otto anni compiuti), e pranzo all’Old Inn, tipico pub, molto carino e mangiare buono. Nel pomeriggio visitiamo gli interni del bellissimo Eilean Donan Castle, molto ben conservato e adatto per una visita con i bambini.
Arriviamo in tardo pomeriggio in una Farm. Purtroppo anche stasera la pioggia continua, molto leggera ormai ma incessante. La fattoria che ci ospita non ci fa parcheggiare nell’area camper poiché c’è veramente troppo fango e ci indirizza dietro le stalle dei cavalli. Al lato del cortile c’è una larga tettoia, alta un filo più del nostro camper. Così, visti i nostri problemi di infiltrazioni, a Michele viene l’ idea di provare a infilarsi proprio sotto la tettoia. Sembra una manovra impossibile, ma dopo varie e acrobatiche manovre riesce a parcheggiare al coperto una buona metà del camper.
A quel punto riappare la proprietaria, ragazza davvero carina in tenuta da cavallerizza, che fra mille starnazzanti gridolini di giubilo ci dice che tanti hanno provato, ma solo il mitico Michele è riuscito in questo parcheggio leggendario…! Le battute da moglie gelosa si sprecherebbero…

Monday 8 August – Urqhart Castle – Fort George – Inverness

Stamattina all’apertura siamo di fronte al portone di Urqhart Castle.

Il sole splende sul lago, così ci incamminiamo molto sportivi. Ovviamente appena entrati in biglietteria inizia a piovere…e Michele mi bombarda con una serie infinita di brontolii sul fatto che stamattina gli ho consigliato di non portare l’ormai famoso “kit del mammo” ovvero la sacca con i k- way e gli ombrelli. Comunque dopo una buona mezz’ora di pioggia e litigi, il sole torna a splendere e possiamo iniziare la nostra visita. Le rovine del castello sono decisamente affascinanti, più che altro per la loro posizione a picco sul lago; non è prevista un’audioguida ma ci sono vari cartelloni esplicativi e un gentile scozzese in kilt che narra storie e leggende ai turisti, ahimè con un accento così pronunciato che trasforma ogni parola in una lingua per noi incomprensibile.
Presso il bar del castello è disponibile una meravigliosa scelta di pasticceria fresca, con torte, scones e biscotteria varia (ovviamente anche senza glutine, sic!) quindi facciamo un merendone con te’ e pasticcini prima di ripartire. Ormai il burro ci scorre nelle vene al posto del sangue.
Pranziamo al volo sul camper lungo la strada verso Inverness, dove arriviamo per le 17:30. Visto che siamo in città le bimbe indossano i loro kilt (che sono stati fatti dalla nonna, ma sembrano proprio scozzesi!) e andiamo a fare una passeggiata. Ceniamo molto bene in una brasserie lungo il Ness (Brasserie Kitchen). Anche qui il menù è più o meno disponibile anche gf, mangiamo la soup of the day di funghi, le cozze con il burro e una serie di assaggi di salmone in varie forme con le famose gallette di avena. La sera uno dei ponti sul fiume è tutto illuminato di vari colori, romanticissimo…

Ma la cosa che più ci colpisce sono i giardinieri che passano con il furgoncino ad annaffiare i vasi di fiori in città, armati di pompa e vestiti con k-way e cappello…infatti è piovuto tutto il giorno e il tempo non sembra migliorare! Trascorriamo la notte parcheggiati di fronte al municipio. Il parcheggio sicuramente non è per camper, tuttavia mancano cartelli di divieto ed il parcheggio è completamente libero, per cui non disturbiamo nessuno e dormiamo tranquilli.

Tuesday 9 August – Inverness – Dornok

Stamattina appena scesi dal camper abbiamo trovato un dipendente del comune tutto agitato. Ci ha spiegato gentilmente che il parcheggio è riservato ai dipendenti comunali e ci ha chiesto quindi di spostarci. Andiamo a parcheggiare lungo la strada in una stradina secondaria e ci incamminiamo a piedi per una bella passeggiata lungo il Ness per poi salire al castello. Un po’ di shopping poi ripartiamo e arriviamo nel tardo pomeriggio a Dornok. Abbiamo voglia di mare, anche se si tratta del freddo mare del nord. Quindi appena arrivati andiamo a cercare la spiaggia e facciamo una bella passeggiata fra dune e sabbia. Il mare del nord e’ sempre affascinante e oggi c’è anche l’arcobaleno sull’acqua, la sabbia costellata di conchiglie e la bassa marea che lascia scoperti dei grossi sassi verdi, brillanti, che a noi appassionati di “Frozen” ricordano i Troll…Cerchiamo le foche, che ormai ci sembrano far parte delle mille leggende scozzesi insieme ai Kelpie e al mostro di Loch Ness. Infatti anche questa volta non abbiamo fortuna e ci accontentiamo di tornare in camper con le tasche piene di conchiglie.
La sera Michele non si sente molto bene, per cui decliniamo l’invito degli amici che escono in paese alla ricerca di un pub per un whisky e andiamo a letto prestissimo.

Wednsday 10 August – Dornok – Dores – Elgin

Stamattina appena usciti dal campeggio incrociamo un mercatino in centro a Dornok, piccolo piccolo: alcune bancarelle vendono oggetti artigianali costruiti con il legno recuperato sulla spiaggia, altre dolcetti fatti in casa e cibo biologico dalle farm. Ad un banchino bio compriamo bacon, uova e dei buonissimi hamburger alla mela. Dopo insieme agli altri decidiamo di tornare indietro verso Loch Ness. Questa storia del mostro merita un approfondimento, così andiamo per pranzo al Dores Inn, il pub sul lago, divenuto ormai famoso perché lì di fronte da anni si è stabilito Steve, il più famoso cercatore di Nessie. Oggi piove, atmosfera perfetta. Mr. Steve abita in una roulotte parcheggiata in riva al lago. Noi andiamo a trovarlo, speranzosi di raccogliere qualche storia curiosa o qualche aneddoto bizzarro. E invece non solo non troviamo il mostro, ma il nostro mitico Steve si rivela purtroppo un tipo di poche parole. Risponde a monosillabi alle nostre domande e evidentemente non vede l’ora di richiudere la porta per starsene al calduccio a lavorare sul tablet. Così ce ne andiamo a mangiare un po’ delusi. In compenso il pub si rivela un’ottima scelta, mangiamo molto bene. Ma io, Asaria e Cristina non siamo convinte, per cui dopo pranzo ritorniamo all’attacco del povero Mr Steve. Con l’acquisto di una orribile statuetta del mostro (fatte a mano con il pongo dal famoso cercatore…irresistibili!) spero di convincerlo a sbottonarsi un po’, ma niente. Provo a provocarlo dicendogli che Asaria afferma di avere visto il mostro ma che io non le credo…mi risponde atono che non credono neanche a lui. E su questa affermazione getto la spugna: questo è più depresso di me e per di più vede anche i mostri nel lago…
Sulla strada del rientro ci fermiamo per una breve passeggiata lungo il sentiero per la cascata di Foyers (che abbiamo raccontato ad Asaria come la “cascata di fuoco” di Merida), poi dritti verso Elgin. Il tempo è peggiorato, arriviamo ad Elgin per cena e sta piovendo forte. Parcheggiamo di fronte al solito municipio cittadino e decidiamo che purtroppo non vale la pena uscire.

Thursday 11 August – Elgin – Dallas Dhu – Stone Heaven

Al mattino la pioggia è cessata e noi ci incamminiamo per una passeggiata in centro. L’attrazione principale della città è la vecchia cattedrale distrutta. È possibile visitare le navate a cielo aperto e anche un parziale dei piani superiori, all’interno dei quali è stato allestito un bel museo con arredi d’arte sacra, resti delle statue della cattedrale e anche vari cartelloni informativi sulla storia del luogo. Anche qui cavalieri neri, fanciulle coraggiose, città distrutte o salvate…i racconti sono infiniti e io mi diverto a ricamare leggende sulle leggende, che alla fine appassionano i piccolini e anche i grandi!
Passeggiando poi per il centro storico mangiamo una Jacked Potato, ovvero un patatone intero cotto al forno e riempito all’inverosimile con salsa al tonno o pollo al curry o verdure in salsa… pranzo ovviamente gluten free.
Nel pomeriggio ci fermiamo in visita alla distilleria Dallas Dhu, ormai chiusa per la produzione e che viene utilizzata come museo, vero esempio di archeologia industriale. Qui è possibile seguire un percorso con audioguida – anche in italiano, per la gioia delle bimbe che finalmente si possono sentire indipendenti!- che mostra i vari procedimenti per distillare, con una bella mostra di macchinari antichi e infine una degustazione del tipico single malt. Ormai ci sentiamo degli esperti: blended whisky uguale tavernello. Mai più!!
Ripartiamo direzione Aberdeen, all’arrivo ci rendiamo conto che è una città piuttosto grande. Forse bellissima ma fuori dal nostro canone di visita. Abbiamo voglia di natura, di mare, anche se del mare del nord. Arriviamo quindi a Stone Heaven, ma purtroppo il campeggio è pieno. Parcheggiamo quindi lungo la strada con altri camper per la notte.

Friday 12 August – Dunnottar Castle

Dopo colazione ci incamminiamo sul sentiero che sale per i campi di grano lungo le scogliere.
Il nome Stone Heaven rende effettivamente l’idea di ciò che stiamo vedendo. I paesaggi sono di una bellezza disarmante, le scogliere ripide e il grano ancora indietro che ondeggia di fronte al mare, il cielo intenso ma mai risplendente di sole, in fondo al nostro percorso il castello diroccato di Dunnottar Castle. Facciamo una lunga passeggiata fino al castello, assolutamente da visitare, sia per la vista mozzafiato sul paesaggio sia perché ristrutturato molto bene e organizzato con pannelli informativi, adatto ad una visita con la famiglia. Rientriamo in camper sempre a piedi ripercorrendo a ritroso lo stesso sentiero. Per il pranzo ci siamo organizzati per una v

 

era english breakfast…che per noi è commestibile solo sull’ora di pranzo: quindi via libera a uova e pancetta, fagioli stufati, te’ e muffin. Ripartiamo subito dopo pranzo e nel tardo pomeriggio raggiungiamo Dundee. Proviamo a cercare posto camping Tay Wiew ma anche questa volta non c’è posto. Ci permettono comunque di parcheggiare fuori in overcamping e di utilizzare i servizi. La sera facciamo due passi in paese.
Con i bambini non è permesso entrare nei bar per cui ci ritroviamo nel supermercato Tesco, aperto fino a mezzanotte, alla ricerca di qualcosa di particolare per i pranzi in camper. Girellando fra gli scaffali l’occhio mi cade su una delle mie scritte preferite: “gluten free”. Ma con mia grande sorpresa non si tratta di un singolo prodotto sperso ma di un intero scaffale dedicato…ci sono muffin al cioccolato e ai mirtilli, pancake, pane di ogni tipo, torte (carrot cake, sponge cake, victoria…) e ancora noodels, gallete di avena…non resisto, e inizio a caricarmi di scatole e confezioni. Serata decisamente produttiva!

Saturday 13 August – Tay Wiew – Saint Andrew – Dundee

Dedichiamo il mattino ai servizi in camper: lavatrice, asciugatrice e rimessa a posto generale. Poi con le bimbe siamo andate ai giardini, veramente graziosi, con vista mare. Appena siamo tutti pronti partiamo per la visita a Saint Andrew. Visitiamo la famosa cattedrale, i ragazzi

con i babbi sono saliti in cima alla torre e io e Cristina ci rilassiamo con una breve passeggiata in uno di luoghi più silenziosi in assoluto…il cimitero…
Bisogna dire che qui l’idea di cimitero è un po’ più distesa che da noi, poi il panorama vale tutta la passeggiata e inoltre non c’è nessuno intorno che può chiaccherare.
Per pranzo ci fermiamo ad un take away cinese dal quale usciamo con noodle e riso alla piastra nelle scatoline di cartone e ci cimentiamo a mangiare con le bacchettine.
Ripartiamo subito verso Dundee, per cercare di arrivare in tempo e visitare la nave in secca di Walter Scott. Purtroppo anche se l’orario indicato per la chiusura riporta le 18 e noi arriviamo alle 17:30 non ci permettono la visita, poiché l’ultimo giro è appena partito e dura mezz’ora. Ci rimaniamo male come sempre, ma ormai ce ne andiamo più rassegnati che arrabbiati.
Raggiungiamo gli amici che si erano incamminati per le strade della città. Ormai tutto è chiuso, le persone sono attive solo per la loro vita privata. Incrociamo un gruppo di coppie con i mano palloncini, tutti vestiti a festa; un gruppo eterogeneo bianchi, neri, giovani e anziani in posa per le foto di un matrimonio evidentemente appena celebrato, ragazzi che iniziano ad entrare in bar e pub. Sono “appena” le sei del pomeriggio…qui la vita ha tutto un altro ritmo, parte piuttosto lenta, con le aperture dei servizi di regola almeno dopo le nove, e finisce piuttosto presto, entro le cinque e mezza del pomeriggio. Di conseguenza, a parte nelle metropoli come Edimburgo e Londra, anche i servizi di ristorazione hanno aperture e chiusure anticipate. Sinceramente, anche se da turista avrei preferito orari più lunghi, devo dire che non mi è dispiaciuta affatto l’idea di una giornata lavorativa un po’ più corta e soprattutto l’anticipo degli orari di pranzo e cena che lasciano sicuramente più spazio alle attività familiari e personali.
Comunque, il pomeriggio dopo le cinque a Dundee l’unico posto aperto dove rifugiarci a curiosare un po’ è il nostro solito supermercato Tesco. Entriamo in gruppo e subito ognuno di noi si dirige verso il suo reparto preferito: io agli scaffali gluten free, Michele e Massimo verso i whisky, le ragazze per i fatti loro e le bambine…le bambine? Mi giro e non le vedo…due secondi e individuo Asaria con le ragazze più grandi, ma non c’è Alice. Non è con il babbo, non è con Cristina. Siamo entrati tutti insieme, chiaccherando, e io ora, in preda al panico, non sono più nemmeno sicura che la piccola sia entrata con noi. Qualcuno cerca dentro, io e Michele usciamo fuori e iniziamo a chiamare la bimba a gran voce. Credo che il cuore mi sia rimasto fermo per tutti quegli interminabili minuti. Poi Alice, non so se sola o con qualche amico (ho in testa un ricordo veramente nebbioso di quei momenti) si affaccia fuori dal supermercato. Era entrata ovviamente con noi, ma si era fermata a curiosare fra gli scaffali delle riviste, attratta magicamente da un giornalino di Peppa Pig. È così, dopo lo smarrimento di Asaria in Olanda, possiamo annoverare fra le esperienze di viaggio anche lo smarrimento anche della seconda figlia.
Per cena ci fermiamo in uno dei pochi locali che ci accetta con i bambini, un pub piuttosto grande con buone birre e un menù di hamburgher e baked potato anche gf.

Sunday 14 August – Perth

Dopo cena ripartiamo subito, perché l’idea è quella di dormire in un parcheggio qualsiasi fuori dal campo degli Highland Games a Perth, in modo da essere già pronti per il mattino successivo. L’idea si rivela azzeccatissima, infatti il parcheggio fuori dai campi la sera è completamente libero, – tra l’altro si trova praticamente in centro, per cui i babbi possono uscire per un whisky by night – e il mattino, mentre il mondo cerca parcheggio, noi entriamo tranquilli a goderci i giochi.
Le bimbe sono particolarmente affascinate dai balli scozzesi. Ci sono delle gare fra bambini, tutti con i loro kilt a ballare al suono della cornamusa e noi ci fermiamo un po’ per ammirarli, così seri e saltellanti, e cerchiamo di carpire il segreto di qualche passo di danza. Poi ci sono le tipiche gare degli Highlands, nelle quali degli omaccioni degni eredi dei vichinghi si sfidano nel tiro del tronco o dl martello, e le gare di cornamusa.
Mangiamo alle bancarelle del parco, Asaria e Alice una crêpes alla nutella mentre io, che dovrei imparare a pensare due volte prima di curiosare in cose che non mi appartengono, acquisto un intero pesce cotto mediante affumicatura di fronte ai nostri occhi durante una manifestazione tipo show cooking all’uso vichingo…direi immangiabile.
Nel pomeriggio arriviamo ad Edimburgo, dove abbiamo prenotato presso il Morton Hall Caravan Parking. La fermata dell’autobus è proprio di fronte al campeggio, per cui non resistiamo e andiamo a dare un’occhiata alla città. In realtà siamo stanchissimi ed inoltre è molto tardi, bambine affamatissime e noi nervosi, quindi ci fermiamo nel primo posto disponibile e con cena assicurata: il Pizza Hut nella principale North Bridge, bibite a volontà, patatine con le salse, maccaroni cheese e soprattutto la mitica pizza con l’ananas fanno tornare il sorriso a tutta la famiglia!

Monday 15 August – Edimburgh

Anche in Scozia oggi è Ferragosto! Ci siamo svegliati con un sole splendente e finalmente la temperatura riesce a superare i 20 gradi. Stamattina visita ad Edimburgo. Alle 9:30 siamo davanti al Castello, che ha appena aperto i cancelli, e trascorriamo lì tutta la mattina. Purtroppo per qualche ragione sconosciuta non sono disponibili le audioguide fino a mezzogiorno (anche le audioguide faranno giornata corta??!!) per cui improvvisiamo con la nostra Lonley e i cartelli informativi. Anche in questo caso il castello è costituito da una vera e propria città fortificata, con la cappella, le stanze reali e le immancabili prigioni, costruito sopra una rupe i cui massi rocciosi sono visibili ancora nella piazza centrale.
Pranziamo al Castle Arms, appena sotto al castello (uno dei pochi posti dove non si trova praticamente nulla senza glutine…!) poi facciamo una passeggiata da Royal Mile fino a GrassMarket. Nella strada che sale dalla piazza del GrassMarket a Royal Mile io e le bimbe entriamo in un minuscolo negozietto che ci incuriosisce. Si tratta di un vero e proprio negozio per streghe…intendo un vero e proprio negozio per streghe e maghi, con bacchette magiche, teschi annessi e connessi. In questo caso il negozio giocava un po’ con l’argomento, mescolando, come si suol dire, sacro e profano. Infatti in fondo al bancone c’era una finta porta con la scritta “diagon halley”, con chiaro riferimento all’immancabile e onnipresente Harry Potter. In realtà in città ci sono almeno tre di questi negozi dedicati seriamente alle scienze occulte, dove si può acquistare bacchette magiche, libri neri per gli appunti e ingredienti base per le pozioni.
Risalendo la strada si trova il bar Frankestein, la cui unica attrattiva è una statua del suddetto, ad altezza naturale. Verso le sei del pomeriggio, dopo una intera giornata a scarpinare per la città siamo distrutti, ma mentre ci avviamo verso la fermata del bus un cartello cattura la nostra attenzione: tour della città in italiano! È tutto il giorno che i ragazzi puntano un Gosth tour, ma fino ad ora abbiamo trovato solo possibilità in lingua inglese o spagnola. Siamo veramente stanchi, soprattutto le bambine, tuttavia la sera dopo non è disponibile la guida in italiano…prendere o lasciare…Così dopo una breve consultazione la maggioranza vota di restare.
Corriamo alla ricerca dell’ennesimo panino al volo, la piccola Alice fa anche un breve pisolino in braccio al babbo e alle nove esatte siamo pronti per conoscere i fantasmi della città.
Una gentile ragazza spagnola, che parla perfettamente italiano, ci guida alla scoperta di angoli, curiosità e leggende.

Così scopriamo la storia di Johnny One Arm, il cui braccio può darti una pacca sulla spalla quando meno te l’aspetti passeggiando nei vicoletti la sera, scopriamo poi che nei bagni pubblici dl centro di Edimburgo spesso si ferma a piangere Mirtilla Malcontenta e così, fra storie e storielle arriviamo al cimitero di Canongate che è quasi mezzanotte. Lì, radunati in una cripta, le storie si fanno più macabre e paurose, tanto che sono costretta ad uscire con la piccola, perché ho paura che si spaventi…e così mi ritrovo a vagare per il cimitero per mano con Alice, che tutta tranquilla ha voluto che le raccontassi una storia per ogni tomba che invontravamo e che lei indicava illuminandola con la torcia…forse non sarà l’esperienza più raccomandata dagli educatori, ma noi ci siamo divertite un sacco!
Siamo rientrati in campeggio a notte fonda, distrutti, spaventati ma soprattutto soddisfatti!

Tuesday 16 August – Edimburgh

Stamattina la prendiamo decisamente comoda. Dopo la giornata campale di ieri abbiamo bisogno di riposo, per cui fissiamo ad “ora libera” piu’ o meno per pranzo. Le bimbe si svegliano dopo le 10, io approfitto per fare un po’ di faccende e poi pranziamo prestissimo, con una sorta di colazione-pranzo a base di pancake e pasta al pesto…
Prendiamo l’autobus diretti alla nave Victoria, la nave della famiglia reale. Mi era sembrata una idea simpatica, ed in effetti le bimbe si sono divertite, anche se forse piu’ per l’uso delle audioguide -che adorano- che per cio’ che hanno visto sulla nave. A me non e’ sembrato niente di speciale, anche contando l’eccessivo prezzo del biglietto, solo per un giro che ha il principale intento di autopromuovere principini e principine.
Nel pomeriggio torniamo verso Edimburgo per una passeggiata libera in citta’. Le bambine vogliono fare il gioco delle bolle giganti (quello dove il bimbo viene fatto entrare in una enorme bolla di plastica riempita di aria e galleggiante sull’acqua a fare la corsa del criceto). Escono sudate fradicie ma felicissime. Facciamo un secondo pranzo – merenda presso alcuni baracchini mobili: pad-thai per le bimbe e per me e Mic un “arepa”, un gustosissimo panino di farina di mais riempito all’inverosimile a scelta fra carne stufata, pollo e varie verdure, tutto naturalmente gf!
Ci ritroviamo a giro con gli altri che nel frattempo hanno accompagnato Sara a fare un bellissimo tattoo removibile sulla mano, ancora uno sguardo a qualche attrazione del Fringe e poi rientriamo.

Wednsday 17 August – Edimburgh

La vacanza comincia ad essere agli sgoccioli e questa sensazione di fine come sempre mi butta un po’ giu’ . Gia’ nei giorni scorsi ho avuto poca voglia di fare e in gola mi sale una voglia di piangere…uffa, se potessi mi trasferirei sul camper in un viaggio senza fine…! Per “fortuna” oggi c’e’ poco da fare, si viaggia! Come sempre si pisola, si guarda un film, si canta…
Parcheggiamo a trenta minuti circa da Stonehenge, in un agricampeggio invaso dalle papere. Le bimbe approfittano per sgranchirsi un po’ giocando all’aperto, noi grandi ci riposiamo.

Thursday 18 August – Stonehenge

Stamattina visita a Stonehenge. Facciamo il biglietto e un breve giro nel museo, fra ricostruzioni esplicative e video, poi la navetta ci porta finalmente sul sito archeologico. Dal 2008 non è più possibile avvicinarsi alle pietre, ma è stato costruito un bel percorso che gira tutto intorno al sito e segue dei punti prospettici precisi con la narrazione dell’audioguida disponibile anche in italiano. La giornata è calda, così sotto un bel sole splendente rientriamo al camper. Pranzo veloce e poi dritti fino a Dover, dove, a dispetto di chi ci immaginava coinvolti in interminabili file, riusciamo ad imbarcarci addirittura con un’ora e mezza di anticipo. Bye bye!!

 

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