Giochi e Curiosità: Una contessa coraggiosa: Jacovella da Celano.

Rocca Calascio, che apparteneva all’antica Baronia di Carapelle, all’inizio del ‘400 fu ereditata dall’allora tredicenne Jacovella, ultima dei figli del Conte Nicolo’ da Celano. La giovanissima contessa divenne così una delle poche donne al comando di una contea.

E fu un ruolo meritato, perché Jacovella non era una gentil donzella silenziosa ma era una giovane donna battagliera e coraggiosa. La giovane Contessa riusciva a districarsi bene nei giochi di potere, anche se all’epoca erano amministrati esclusivamente da uomini importanti e da famiglie potenti e aggiunse anche, a quel mondo violento, qualche nota degna di un romanzo d’amore.

Alla morte del padre, per dare stabilità al contado, dovette subito sposarsi con un nobile malato, deforme e con il doppio dei suoi anni. Ma trascorsi nemmeno tre anni dal matrimonio, la giovane fuggì dalla casa del marito. Ottenne dal Papa l’annullamento e si risposò con un vecchio condottiero, all’epoca settantenne ma innamorato follemente della fanciulla e capace di offrire protezione a lei e alla sua contea. Dopo pochi mesi la contessa rimase vedova, ma in questo breve arco di tempo conobbe finalmente il vero amore, Lionello Accrocciamuro, giovane nipote del marito. 

A questo punto di solito gli innamorati vivono felici e contenti, ma questa è una storia vera. 

Jacovella fu tradita dall’unico uomo dal quale non pensava di doversi proteggere, il figlio Ruggero. Alla morte del padre, Ruggero rivendicò i suoi diritti sulla contea di Celano e con il suo esercito catturò e imprigionò la madre. Che, ovviamente, non stette zitta e chiamò in aiuto nientedimeno che il Papa. Questi rimise ognuno al suo posto ma tenne per sé le proprietà, inclusa Rocca Calascio. La coraggiosa contessa finì i suoi giorni in un dorato esilio nel castello di Venafro, in Molise, per sempre lontana dalle terre che aveva difeso tutta la vita.

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