Grecia 2013 – Città della Tracia

11 agosto: Ancona – Igoumenitsa (nave)
Siamo appena partiti per il viaggio d’estate, quest’anno di nuovo Grecia! Ieri sera dopo cena abbiamo percorso il tratto Prato Ancona e stamattina ora pranzo ci siamo imbarcati. Alice dorme sulle mie ginocchia, Asaria sta disegnando e babbo legge… chissà che non si riesca ad arrivare indenni allo sbarco!!

12 agosto: Igoumenitsa –  Asprovalta
Il viaggio in nave è trascorso veramente tranquillo. Il sistema camping on board è davvero il migliore. Le bimbe si sono godute il bello del viaggio in mare, tramonto, cena con pita gyros, cartone animato, poi nanna cullate dalle onde! Stamattina quando siamo ripartiti dormivano ancora, si sono svegliate con il movimento del camper che scendeva dal ponte della nave e si sono messe tutte e due al finestrino della loro cameretta a guardare lo sbarco.
Abbiamo fatto colazione e via! Partiti alla volta di…boh! Stavolta siamo messi male. Vogliamo andare ad Istanbul ma abbiamo paura dell’ira funesta dei nonni che ci hanno vivamente sconsigliato di portare in Turchia le loro nipotine, dato il periodo politicamente un po’ confuso. Quindi non sappiamo se fare il nord o dirigerci direttamente nella Grecia Centrale. Mi faccio guidare un po’ dal cuore  e un po’ dalla fifa dei nonni…Istanbul la vedremo un’altra volta, magari un week end lungo con un volo low cost, ma decidiamo di dirgerci comunque dritti al nord, Tracia,  Macedonia e mare nella Calcidica.
Michele mi prende alla lettera: dritti al nord! e dalla mattina alle 7, sbarcati freschi freschi, guida quasi ininterrottamente da Igoumenitsa a Stravos. Non troviamo soste libere, per cui svoltiamo per Asprovalta. Arriviamo distrutti alle 17:30 e finalmente riusciamo a scendere dal camper!
Scoviamo una sosta libera ottima: doccia sulla spiaggia e almeno altri sette o otto camper, ci dicono di essere lì da qualche giorno. Parcheggiamo poco più avanti del cartello che intima di non fare campeggio libero…  Noi abbiamo bisogno solo di qualche ora di riposo e di un po’ di mare!
Il paese è pieno di bulgari che vendono frutta, giocattoli e palline fritte al miele; le bimbe hanno fatto un giro sulle giostre e io ho comprato fichi, pesche e un grappolo di uva con acini dolcissimi e grandi come susine! (Sosta libera nel lungo mare di Asprovalta).

13 agosto: Asprovalta – Thassos
Stamattina abbiamo fatto mare e poi, dopo pranzo, siamo ripartiti alla volta di Kavala.
Abbiamo viaggiato con calma, approfittando del pisolino di Alice. Alle 16:30 c.a. siamo arrivati. Kavala sembra davvero carina, si tratta di una città, ed è fornita di un unico, enorme campeggio dotato di tutti i comfort. Entriamo, per cercare una piazzola. La musica in spiaggia è altissima, ci sono le piscine con i gonfiabili. Sicuramente divertentissimo, ma, come dice Miche, sono nata vecchia.
Non è proprio quello che cerco. Io ho voglia di qualche notte di riposo, di un posto dove poter vedere le stelle e ascoltare solo il mare…oltre agli strilli delle mie figlie, naturalmente.
Per cui decidiamo di affrontare la sorte, e ci rimettiamo in viaggio quando sono ormai le 17:30. Direzione: Thassos.
Su un diario on line ho letto che si tratta di un’isoletta piena di capre, mare splendido e campeggi poco pretenziosi…
Il problema è che da Kavala il prossimo traghetto parte alle 20:00 e sbarca alla 20.45 troppo tardi per arrivare in un campeggio con le bimbe, e dobbiamo anche farle cenare! Leggiamo che da Keramoti il prossimo traghetto è alle 19:00. Michele parte…e parte la gara contro il tempo.  Ovviamente, dato che abbiamo una furia paurosa, il navigatore ci abbandona senza motivo nel pieno centro storico di Kavala. Ci perdiamo per le stradine della cittadina greca: sensi unici, terrazzi bassi…troppo bassi per il nostro mezzo… Un autobus ci appare come un dono dal cielo. Decidiamo di seguirlo: se da queste minuscole stradine piene di infidi terrazzi riesce a passare lui, riusciremo anche noi, e da qualche parte si arriverà…! Vaghiamo per una decina di minuti, poi cominciamo a seguire il cartello per Salonicco: è da tutta altra parte, ma ci tirerà senz’altro fuori da questo labirinto! Volando a bassa quota, arriviamo all’imbarco per il traghetto alle 18:55: il bigliettaio ci fa cenno con la mano, ormai ci aspettano.
Facciamo i biglietti e si riparte via mare. Durante il viaggio sopra di noi volano i gabbiani e le bimbe si divertono a lanciare le patatine in acqua e a vedere gli uccelli che si lanciano per beccarle.
Per ingannare l’ultima ora di percorso istituiamo il camper discoteca: bimbe davanti con noi (!!!) ballo libero e musica a palla…ovviamente si ascolta il pulcino pio e il mitico re julian!!!
Comunque il campeggio ripaga lo sforzo: ci sono le stelle, la piazzola sul mare, il silenzio e nient’altro!! Purtroppo per Mic non ci sono nemmeno gli scarichi per le grigie, così deve fare a mano…!

14 – 15 agosto: Thassos
Decidiamo di trascorrere qui il ferragosto. Il campeggio è davvero molto spartano ma in una bellissima baia. Abbiamo gonfiato il canotto e siamo andati all’avventura nella baia accanto. Tutti rientrano in campeggio con polipi e secchiate di chiocciole di mare…solo noi non riusciamo a pescare nulla, così decidiamo di andare a mangiare il pesce al ristorante. Le taverne sono molto economiche e si mangia bene! Polipo alla griglia pesciolino arrosto, souvlaki, antipastini misti, acqua ouzo e yoghurt con il miele; in un angolo un trio che suona il sirtaki e le bimbe hanno ballato! Una vera cenetta greca!

16 agosto: Thassos – Keramoti – Porto Lagos
Mattina mare in campeggio e poi si riparte.  Iniziamo un giro dell’isola alla ricerca di qualche bella baia dove pranzare e fare un bagno. Mentre  viaggiamo Asaria vede dei camper sulla sabbia. Dopo averle richiesto conferma un paio di volte, noi ci fidiamo: dritti giù per una strada sterrata verso la spiaggia. Sarà che la strada è lunghissima o sarà perché Michele la deve percorrere a passo di lumaca, mi sembra di non arrivare mai, 10 lunghi minuti di ferrea convinzione che dovremo chiamare il carro attrezzi per recuperarci quaggiù, e sicuro che l’assicurazione non ci ripaga questa scelta malsana…ed ecco che ci appare una delle più belle spiaggie che io abbia mai visto! Le scogliere tutte intorno e la spiaggia di ciottoli, si riesce a parcheggiare in riva al mare. Accanto a noi un bar e una decina di ombrelloni di paglia. Con 5 € affittiamo ombrellone e due sdraio: oggi pranziamo qui! Poi subito a fare il bagno, in acqua hanno messo dei sentieri di cuscini riempiti di sassi, per camminare agevolmente 5 o 6 metri ed arrivare in mezzo al mare, dove si tocca ancora ed il fondo è sabbioso. Il mare qui è un po’ mosso, bello ma poco adatto per la piccola Alice, per cui niente sosta, si riparte per finire il giro dell’isola e tornare sul continente.

17 agosto: Xanti – Pomacchia  – Fanari
Notte in campeggio a Fanari, il mattino presto siamo partiti per Xanthi. Il mercato è carino, abbiamo comprato frutta e verdura e abbiamo pranzato con la specialità del luogo la Mpogatsa ripiena, che è una pasta sfoglia ripiena  di  prosciutto cotto e formaggio, spinaci  o ricotta e miele, crema o cioccolato. Qui sembra essere la vera specialità del luogo, insieme alla onnipresente baklava. L’alternativa senza glutine non è prevista, per cui io vado avanti a gyros senza pita…menomale che mi piace! Michele ha provato ad ordinare una birra senza successo: è sabato e nel quartiere musulmano, dove ci siamo fermati a mangiare, non servono alcolici nemmeno agli stranieri. Anzi, per punizione, vista la figuraccia che ci ha fatto fare, io ordino una bottiglietta di yoghurt acido da accompagnare al gyros,  povero marito!
Abbiamo fatto un giro veloce della città, senza infamia e senza lode. Sicuramente sarebbe stato interessante entrare in chiese o moschee, o, come sempre farsi accompagnare da qualcuno che conosca bene il luogo. Comunque, la visita al volo secondo me non merita.  Ripartiamo verso le tre, approfittando come sempre del pisolino. Ci siamo avventurati nei dintorni della città, zone agricole della Pomachia.
Qui ci sono dovunque coltivazioni di tabacco, ogni tanto spunta il minareto di una moschea e capita spesso di vedere passare in motorino coppie di ragazzi, con la lei seduta sempre all’inglese, di fianco,  tutta vestita con il tradizionale abito e chador con la “cupola” sul capo. Alle cinque pm ci fermiamo incuriositi da un nuovo suono nel bosco: il muezzin  sta “cantando”…

Arriviamo per cena a Fanari.  Il campeggio “Fanari”, che è in piena oasi naturalistica,  non è una meraviglia, anche se le bambine si sono subito innamorate dei bagni, popolati da colonie di orribili rospi che ti guardano lavarti i denti. Qui sono tutti stanziali bulgari in villeggiatura, noi siamo l’unico camper, probabilmente uno dei pochi che hanno visto. Dalla finestrella della mansarda vedo Michele parlare con un signore. Era interessatissimo al nostro camper , poiché ha potenzialmente otto posti letto… poi, penso io, il signor bugaro lo potrebbe anche soppalcare… speriamo di non ritrovarsi a dormire sul materassino con il camper che viaggia verso la Bulgaria senza di noi!

18 agosto  Komotini – Sithonia
Prima di dirigerci verso Komotini ci fermiamo a visitare una curiosa chiesetta che sorge su più isolotti, Agios Nikolaos Kloster di Porto Lagos.
E qui ci ricordiamo che oggi è domenica. Per cui la chiesetta è ancora più carina, con tutti i preti ortodossi a fare gli onori di casa e le candeline accese in bacinelle riempite con acqua e sassi. La città di Komotini invece è una grande città universitaria e la domenica la gente latita un po’. Per di più noi arriviamo che sono le 11 di mattina. Anche qui riusciamo solo a fare un giro veloce delle stradine del quartiere vecchio e della nuovissima piazza piena di locali alla moda. Come sempre è bello vedere in questa città gente diversa che si mescola: abbiamo visto ragazze con il velo a ridere e chiacchierare al bar con i compagni di università e anche una bizzarra coppia di amiche, una velata e una con trucco e abbigliamento dark!
Le vetrine dei negozi  di vestiti, le pasticcerie, i caffè e gli antiquari che vendono narghilè e serviti da caffè turco, tutto ci ricorda quanto è vicina la Turchia…ma più dei turchi poterono i nonni… e quindi stasera di nuovo al sud. Pranziamo benissimo in una taverna che ha apparecchiato i tavoli in una stradina coperta da viti rampicanti. Qui basta dire “Koris Glutinè” e solitamente il cameriere capisce.  Ovviamente niente polpette e purtroppo niente moussaka, ma c’è il polipo alla griglia, lo tsatsiki, l’insalata di patate e l’insalata con la feta, i souvlaki, il gyros, tutto cibo già naturalmente senza glutine.  Personalmente ho sempre evitato la luganika, la salsiccia greca, poiché non sono proprio sicura. E’ bene imparare a dire anche no cipolla perché se no ti ricoprono qualsiasi piatto di rondelline troppo “profumate”, e secondo me potrebbe essere più pericoloso del glutine…!!

 

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