Grecia 2013 – Sithonia e Meteore

19 – 20 – 21 – 22 agosto Camping Armenistis
Viaggiamo  nel primo pomeriggio, diretti verso la Sithonia. Dopo aver cercato senza successo la famosa sosta di Vorvorou andiamo dritti al campeggio Armaniensis, che ci hanno già consigliato più persone, perfino il casellante dell’autostrada greca… in effetti il campeggio sorge interamente sul mare, è tutto di recente costruzione, dotato di ogni comfort, market; parco giochi in spiaggia; ristorante e localini con musica dal vivo. Dalle piazzole non si sente il minimo rumore, se non quello del mare…La cosa veramente curiosa, che abbiamo notato anche in altri campeggi in Grecia ma che qui sembra essere una vocazione, sono gli allestimenti delle varie piazzole. Ogni piazzolina si è dotata di gazebo  con candeline e centrotavola illuminato, tono su tono: chi tutto arancio, chi tutto rosa, chi ama il verde…. La sera sembra di essere in un villaggino fatato. Io e le bimbe non resistiamo e, con delle zuccheriere di vetro colorato, acquistate ad un euro al mini market, e dello spago costruiamo le nostre lanterne!! Il mare è splendido, ed Asaria ha fatto amicizia con un bimbo di Praga, Ghiorghi, così decidiamo di rimanere a rilassarci qualche giorno.

Martedì ci avventuriamo nuovamente con il gommone, armati di maschera e pinne, ma, come sempre, non riusciamo a pescare nemmeno uno scarpone rotto. Inoltre Alice non è proprio convinta di dover navigare: ogni volta che Asaria o il babbo si tuffano lei comincia ad urlare “io no, io no!!!”, si aggrappa alla ciambella – che, per inciso, insiste a tenere addosso occupando più della metà dello spazio disponibile –  e tenta di arrampicarsi in lacrime su di me. Un vero lupo di mare! Asaria come sempre non si lascia intimorire, ci chiede se ci sono pesci che mangiano e, alla nostra risposta negativa, si tuffa con il babbo. Inoltre non rinuncia alla sua attività principale: chiacchierare, dovunque e con chiunque. Malgrado si sia in mare aperto e ci siano un bel po’ di onde, lei inizia un giro di saluti – ciao, hello! –  con un pedalò occupato da tre ragazzi greci!
In effetti Asaria parla con chiunque, ed è seriamente convinta che tutti la capiscano. Le abbiamo spiegato più volte che qui non parlano italiano, ma lei non si dà per vinta. Appena vede bambini, si butta, comincia a parlare, e di solito quelli, evidentemente tramortiti, cominciano a giocare con lei… tattica!

23  agosto  Armanistis – Porto Koufo
Ok, ormai siamo fermi da quattro giorni e Miche freme,  in effetti anche io comincio ad annoiarmi. Si riparte alla ricerca di qualche sosta libera.  Varie soste segnalate in diari di viaggio di qualche anno fa sono attualmente divenute campeggi ?. Seguiamo le coordinate per ? e ci perdiamo in mezzo al niente. A me sembra un girone infernale. Strade completamente scalcinate, che portano tutte a vedute panoramiche in cima a dirupi sul mare. Bellissimi panorami, ma mare irraggiungibile. Siamo soli, noi e qualche gregge di capre che ogni tanto ci attraversa la strada. Michele dice che c’è un troncone principale da seguire e tante stradine senza sfondo. Se non c’era lui con il suo senso dell’orientamento sono convinta che sarei riuscita a ritrovare la strada e uscire da lì dopo Natale.
Ci fermiamo a Porto Koufo per un paio di notti.  La sosta è graziosissima. Siamo su un istmo che si affaccia su una baia chiusa con il mare sabbioso sempre piatto come una tavola, sembra più un lago che il mare.
Ci sono altri 5 o 6 camper, anche italiani, quasi tutti con il gommone, perché qui sembra molto comodo e sicuro lasciare la barca. Qui ci si rilassa anche solo guardandosi intorno: tutta questa acqua piatta, i monti, il tramonto e il silenzio…
La sera siamo andati  a mangiare in una taverna in paese. Il cameriere ha capito subito e perfettamente il mio problema, mi ha consigliato alcuni piatti (fra cui le cozze in umido con la feta!) e sconsigliato altri, come per esempio un insalata dove c’era del surimi poiché non era sicuro.  Abbiamo mangiato fino a scoppiare e benissimo, a prezzi veramente bassi. (Taverna Tzitzikas – Porto Koufo)

25 agosto Porto Koufo – Porto Elena
Lasciamo a malincuore Porto Koufo, ma siamo costretti a muoverci perché le nostre risorse di acqua, sufficienti per due giornate soltanto, ormai sono a fine. Vogliamo andare a Porto Elena, un’altra sosta molto consigliata. Ma forse questa settimana di mare ci ha rilassati troppo, perché la mattina è stata un susseguirsi di imprevisti!
Partiamo. Sono circa le dieci, la prossima sosta dovrebbe essere vicinissima, una decina di Km più avanti.
Andiamo a passo di lumaca, tanto abbiamo tempo, ci godiamo il panorama, io canto con le bimbe, il viaggetto dovrebbe durare cinque minuti…
Trovata la sosta ci mettiamo alla ricerca di una fonte per l’acqua. Un camperista fiorentino ci indica un market vicino. Dovremmo ritornare sulla strada principale e trovarlo subito. Ma evidentemente svoltiamo dalla parte sbagliata, ritornando praticamente a Porto Koufo. Quindi torniamo indietro, e riscendiamo nuovamente la strada per Porto Elena, convinti di non avere visto il market, ma no, il market proprio non c’è! Per cui risaliamo un’altra volta (la terza) e fortunosamente svoltiamo dalla parte giusta. Dopo duecento metri eccoti il market. Ci fermiamo a fare la spesa e a rifornirci di acqua.
Oramai è l’una e noi non ci spieghiamo come abbiamo fatto ad impiegare 3 h per percorrere dieci Km!!
Decidiamo comunque di ritornare giù per parcheggiare e pranzare comodi sul mare.
Fermiamo il camper sulla spiaggia. C’è vento e si sta bene, ma poco più avanti ci sono delle soste sotto i pini. Mettiamo di nuovo in moto, la prima e via! Il camper non si muove più.  Michele riprova, e il nostro povero camper affonda inesorabilmente nella sabbia. Ecco, siamo bloccati. Immagino già il carro attrezzi con la gru che ci solleva di peso…
In pochi minuti tutti i camperisti presenti in spiaggia sono intorno a noi. Un signore tedesco ci presta le strisce per far presa sotto le ruote. Visto che il camper affonda sempre più ad ogni nostro tentativo di movimento, Miche e il tedesco pensano di mettere dei sassi sotto le ruote per rendere il terreno più solido. Risultato: il camper continua ad affondare inesorabilmente ed anzi il sasso – un masso enorme che non avrebbe potuto scalare nemmeno un fuoristrada… – si incastra fra lo sportello ed il terreno.
Ognuno ci dà un consiglio diverso in una lingua diversa, quando finalmente sentiamo parlare…pratese! Un camperista di Campi Bisenzio, che si dice esperto di camper insabbiati, alla guida del nostro povero mezzo, insieme ad una ciurma di bagnanti a spingere e finalmente siamo liberi!
Parcheggiamo accanto al nostro eroe, che furbamente aveva sistemato il suo camper in pineta e non sul bagnasciuga, e decidiamo di passare qui la notte: ormai siamo psicologicamente stremati!
Asaria è felicissima di essere in compagnia di bimbi italiani, ma ormai io ho una certa antipatia per questo posto e cmq il mare è bruttino, difficilmente accessibile perché il fondo è tutto di scoglio ricoperto di alghe scivolose e l’acqua bassa per molti metri, per cui domattina si riparte!

25 agosto Porto Elena – Tessaloniki – Methoni
Decidiamo di fare subito le altre tappe “culturali” in modo da riservarci due giorni liberi per fare mare e riposarci prima della partenza. Per cui, subito dopo pranzo ci dirigiamo verso Tessaloniki, ed arriviamo verso le 17. Il giro per cercare aree di sosta libere in città non ha dato il risultato sperato: non abbiamo incontrato altri camper, né in sosta né in giro per le strade, per cui decidiamo di restare a cena ma di andare poi a dormire in un campeggio fuori città. Troviamo parcheggio sotto la Torre Bianca e, visto che ormai il tempo è poco, scegliamo di fare un giro sul pullman turistico a due piani. Alle bimbe piace sempre tantissimo e noi ci possiamo godere una rilassante panoramica sulla città.  Siamo scesi per una breve passeggiata a piedi nella apò polils, la città alta, veramente graziosa! Le casette sono di legno, verniciate in più colori e si gode di uno splendido  panorama sul mare e sulla città nuova.
La sera cena con gyros (!!!!un’altra  volta!) poi, come da programma, andiamo alla ricerca del campeggio “Ai Giannis”, a Methoni.  Ovviamente ci perdiamo e ormai è buio pesto. Passata la mezzanotte stiamo ancora vagando per la campagna greca, fra gli ulivi che sembrano alberi scheletrici da film horror… parcheggiamo nel campeggio quasi alle due di notte e cominciamo a pensare di rivedere un po’ il programma di domani mattina…

26 agosto Vergina – Meteore
Il campeggio è minuscolo ma decoroso – e poi ormai, dopo i rospi in bagno, sono pronta a tutto – e tra l’altro è dotato d una inaspettata piscina  sul mare, decorata a mosaico, veramente graziosa  e totalmente fuori luogo in questo posto. Mattina in piscina!
Dopo pranzo visita a Vergina (Aigai). Il sito, Patrimonio Mondiale Unesco,  è affascinante e adatto anche alla visita dei più piccoli. Si può vedere gli ingressi originali delle tombe a tolos e curiosare fra gioielli, vasellame e armature. Asaria è rimasta molto colpita anche anche dal filmato che spiega il lavoro degli archeologi, perché le ha fatto capire bene che tutte le cose che stava vedendo erano sottoterra e sono state “scoperte”… come fanno vedere in tv nel cartone  dei dinosauri!
Nel tardo pomeriggio arriviamo nella zona delle Meteore,  a ?  e ci fermiamo per la notte nel campeggio di ?. Il paesaggio intorno a noi  è bellissimo,  mi fa pensare di essere su di un altro pianeta: dalla terra si alzano dei pinnacoli di roccia liscia, punteggiata qua e là da fori tondeggianti, dove, si racconta, vivessero i primi eremiti. Questi strani monti sembrano colate di sabbia bagnata e in cima si vedono i campanili dei monasteri; la notte qui ci sono poche luci e la luna che illumina le rocce sopra di noi regala uno spettacolo splendido.

27 agosto Meteore – Igoumenitsa

Il mattino presto siamo andati a visitare il monastero di Barlaam ?. Ci eravamo premuniti di zaino per Alice, merende e litri di acqua fresca, pronti a scalare la meteora, ed invece, appena arrivati  abbiamo scoperto con piacere che si sale tranquillamente su larghe scalinate di pietra –  sono più lunghe e ripide le scale per salire al quarto piano a casa nostra…

A parte degli splendidi dipinti e alcune curiosità – quali per esempio, la cesta usata per sollevare i monaci da terra al monastero, per mezzo di una corda che veniva cambiata ogni qual volta la volontà divina decideva si farla spezzare, con buona sorte del monaco che stava salendo in quel momento –  lo spettacolo delle meteore è rappresentato fondamentalmente dalla loro straordinaria ubicazione e dallo splendido paesaggio.

Pranzo veloce e partenza per Igoumenitsa, alla ricerca di una sosta graziosa per trascorrere in tranquillità le ultime due notti in terra di Grecia. Quando ha capito che stavamo tornando a riprendere la nave per tornare a casa Asaria ha cominciato a piangere dicendo che voleva restare ancora e che sarebbe andata all’asilo qui, pur di non ripartire, così mi sono messa a piangere anch’io, perché non sono poi così felice di tornare alla nostra frastornante quotidianità. Quell’insensibile di Michele, che nel frattempo si rotolava dalle risate, ci h scattato due foto in lacrime, come ricordo di fine vacanza…

28  – 29 agosto Igoumenitsa  ? – nave

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *