Holland Holidays – agosto 2014

Settimana 1 – The big bluff
Dopo tanta indecisione – fra la povera Cristina che si rompe il braccio e io che propongo di partire per la Spagna… – sarà stata la bella serata in compagnia o il picco di zuccheri del gelato con gli amici, decidiamo tutti di partire comunque, malgrado l’auspicio delle peggiori previsioni meteo, destinazione Olanda!
Ore 15 che poi, come da programma, sono diventate le 16 e dispari, siamo partiti noi e la famiglia P., l’altro camper ci raggiungerà direttamente ad Amsterdam la prossima settimana.
Sosta per la notte a Innsbruk e partenza di nuovo all’alba, ma purtroppo In Germania abbiamo perso moltissimo tempo in coda in autostrada, causa lavori, per cui alla fine siamo arrivati nella notte presso l’area di sosta di Heusden a cinque minuti dal parco di Efteling.
Lunedì mattina abbiamo inaugurato l’arrivo in Olanda proprio con una giornata al parco: dalla mattina alla sera ci siamo letteralmente distrutti ma divertiti tantissimo. Le attrazioni sono rivolte principalmente a bimbi piccoli – c’è un’area tematica dedicata alle fiabe, dove si può visitare la casetta di Hansel e Gretel o ascoltare la fiaba della 15279466635_a5acf2ee2d_zpiccola fiammiferaia animata da ologrammi – ma ci sono anche giostre per i più grandi e grandicelli (ndr delle bimbe: ad Asaria sono piaciute le macchinine e le balenottere volanti e vedere il babbo che dondolava sulla nave dei pirati; ad Alice la giostra dei gommoni nell’acqua, anche se si è spaventata un po’). Insieme a Pietro, Asaria si è fatta coraggio ed è salita sulle sue prime montagne russe e ha commentato: “ganzissimo, ho le budella in cima alla faccia!!” – per cui alla fine siamo riusciti tutti a divertirci.
Al rientro dal parco abbiamo avuto l’amara sorpresa della batteria servizi completamente scarica. Per cui abbiamo trascorso la notte nella stessa area di sosta e la mattina fatta una breve passeggiata nel paese di Heusden, abbiamo dovuto cercare un’officina per sostituire la batteria fusa del nostro camper, per cui siamo ripartiti solo la mattina seguente, diretti nella regione dello Zeeland.
Parcheggiati presso l’area di sosta gratuita di Middleburg, decidiamo di fare un primo sopralluogo della città in bicicletta. Ma non appena tutti siamo pronti per partire ci accorgiamo che il piccolo Pietro sta pedalando allegramente senza un pedalino…ma ormai niente ci può fermare, ne’ psicotiche titubanze n’è’ batterie rotte. Così, senza troppi lamenti, sostituiamo il pedalino di Pietro con un pedalino rosa di Asaria e attacchiamo la bici di Asaria a quella di Michele con il cd “tubo”…e ripartiamo!
Abbiamo girellato un po’ la città, poi cena a base di birra e cozze (cozze con insalata gf) presso un piccolo pub a Middelburg, un localino molto grazioso, tutto arredato con mobili vintage. Anche i bambini si sono divertiti a giocare con i dadi al loro tavolino, anche se la loro cena è stata solo a base di patatine fritte. Purtroppo per ora nessun locale ha birra gf, per cui continuo a pasteggiare ad acqua, con un sospiro di sollievo del mio fegato e buona grazia della salute mentale in vacanza…15275588261_91fa901fbf_z
Il mattino seguente, recuperato il pedalino per la bici di Pietro, partiamo fiduciosi in bicicletta per la visita dei paesini circostanti – Zoutelande e Vlissingen. Alla fine della giornata la pedalata si è trasformata in una piccola maratona da 25 km…almeno 20 dei quali pedalati autonomamente da Asaria, che ha tolto le rotelle appena il mese scorso! Siamo stati fortunatissimi con il tempo, che in questi giorni e’ particolarmente variabile, infatti abbiamo avuto sole pieno tutto il giorno e ci siamo potuti permettere anche il lusso di una vera e propria abbronzatura sulle spiagge del mare del nord, mentre i bambini davano da mangiare ai gabbiani. Pranzo a sacco, ma, non paghi delle cozze della sera precedente, abbiamo voluto assaggiare anche il piatto tipico della zona: la famosissima aringa.
Michele ha provato la versione fritta, Barbara il panino mentre io ho rischiato il tutto e per tutto con una bella aringa cruda con cipolla…che probabilmente ancora oggi, a distanza di una settimana vive ancora allegramente nel mio stomaco…
La mattina seguente, diretti a Delft, abbiamo fatto tappa nella cittadina di Zierichzee, un altro tipico villaggio olandese, che, come ormai abbiamo imparato a conoscere, è tutto intessuto fra mare e canali e dove è normale veder sbucare gli alberi delle barche a vela dietro i tetti delle case. Nel pomeriggio siamo arrivati a Delft, città famosa per le sue ceramiche bianche e blu e per aver ispirato il pittore Vermeer. In effetti la cittadina e’ graziosissima, una ragnatela di canali e stradine unite da ponti, le immancabili finestre delle abitazioni decorate a coppie con vasi di fiori e statue, una elegante cattedrale con finestre di vetri colorati e la campana della chiesa che suona a carillon. Per l’aperitivo, che ormai è divenuto un rilassante rituale di questi primi giorni, con gelato per i piccoli e birra per i grandi, siamo stati in un pub allestito su una chiatta in uno dei canali adiacenti alla cattedrale, personale un po’ scorbutico ma ottima posizione!
La sera ci siamo fermati a dormire in un’area di sosta nel porto della città di Ablasserdam, presso la zona di Kinderdich, per essere già in zona e iniziare la nostra scampagnata fra i mulini la mattina presto.
Anche in questa giornata siamo stati veramente fortunati con il tempo, che ci ha permesso di trascorrere una splendida mattinata in giro per le campagne olandesi, godendo dello spettacolo offerto dalle case con il tetti di paglia, le strade di campagna costellate di mulini e, per lo stupore di grandi e piccini, una quantità di animali di ogni genere, dalle mucche ai cavalli, dalle pecore alle galline e infine anche due bellissimi cigni a spasso per i canali. Pedalando nei dintorni dell’area di Kinderdich il paesaggio diviene fiabesco: le ninfee e il muschio verde che risplende al sole nell’acqua dei canali creano un’atmosfera suggestiva, sembra di essere veramente nel mondo delle fate. Verso l’ora di pranzo però il cielo ha iniziato a scurirsi, perciò abbiamo deciso di rientrare al camper per mangiare i panini e infatti abbiamo appena fatto in tempo a legare le biciclette che si è scatenato un temporale di quelli che ci avrebbero sciacquato ben bene.
Nella mattina e nel pomeriggio abbiamo sentito telefonicamente Massimo e Cristina, del terzo camper. Come noi la settimana prima, anche loro sono stati titubanti fino all’ultimo secondo sulla partenza, ma poi, con un colpo di scena degno di Carramba, anche la famiglia La Greca ci ha raggiunti in Olanda!

Settimana 2 – WaterLand!
Il mattino seguente finalmente tutta la carovana è riunita e partiamo per la visita alla città di Gouda. Questa città è famosa per la produzione del formaggio, e noi abbiamo fatto decisamente onore al prodotto locale, che abbiamo comprato in quantità presso un negozietto dove si poteva assaggiare i vari gusti. Infatti, i formaggi olandesi sono prodotti sempre in più versioni: la versione “natural”, color burro fresco e poco stagionata, e moltissimi altri gusti, come cumino; pesto (un inquietante formaggione verde) peperoncino, tutti ovviamente presenti in varie stagionature!
Da Gouda siamo partiti per Amsterdam, percorrendo la “strada dei tulipani”. Purtroppo le immagini da cartolina che avevamo immaginato sono relative ad altri periodi dell’anno, poiché di tulipani in fiore ne abbiamo visti pochi, però il percorso secondo me resta comunque molto bello. Infatti la strada, che si snoda fra i campi coltivati per i tulipani e le serre, e’ costeggiata da case e villette molto eleganti, che creano un’atmosfera un po’ finta ma decisamente bella.
Nel tardo pomeriggio siamo arrivati ad Amsterdam, parcheggio presso l’area di sosta cittadina, un po’ cara rispetto ai prezzi incontrati fino ad oggi (da zero a max 15 euro) ma molto comoda. Infatti, a cinque minuti a piedi si raggiunge il traghetto gratuito che ormeggia in stazione centrale. I nostri compagni di viaggio decidono di fare cena e passeggiata notturna in città, invece noi, che siamo notoriamente più lenti nella prep15090719770_b85b47442f_zarazione di tutta la famiglia, decidiamo di riposare presto e restiamo al camper. La decisione si è poi rivelata provvidenziale, infatti la povera Asaria, che già dal pomeriggio sembrava un po’ strana, per cena aveva un febbrone da cavallo.
Tachipirina, una nottata con tanta ansia per me e Michele, ma poi fortunatamente, dal mattino dopo la febbre è sparita e Asaria è ritornata più in forma di prima.
Il mattino dopo di buon ora (che per noi corrisponde a circa le dieci…) ci avventuriamo tutti insieme alla scoperta di Amsterdam. Dopo una breve passeggiata, abbiamo deciso ai voti di prendere il traghetto e di usarlo come formula taxi, per andare a visitare i due principali musei il Rijks e il Van Gogh Museum e poi poter fare visita ai principali quartieri cittadini. Purtroppo in questi giorni non abbiamo avuto la stessa fortuna e la pioggia ci ha colto sempre nei momenti nei quali eravamo meno preparati o più indifesi. Nessuna famiglia è uscita indenne dall’incontro/scontro con il maltempo olandese, tutti abbiamo perso almeno un ombrello e altri ombrelli sono rimasti seriamente feriti, ma i pochi sopravvissuti probabilmente potrebbero resistere anche alla scalata al K2…La pioggia, o meglio le tempeste improvvise di pioggia e vento, ci hanno pizzicato per ben due volte sul ponte che dall’area di sosta conduceva al traghetto, trasformandosi in una lotta impari contro le forze della natura, in un punto del percorso nel quale non avevamo riparo e l’unica alternativa era correre velocemente tenendo stretti i piccolini che rischiavano seriamente di volare via!
La terza giornata ad Amsterdam è stata finalmente dedicata allo svago: io, Barbara e Matilde siamo andate a fare shopping fra il mercato dei fiori e le strade cittadine del centro, Massimo e Cristina hanno affrontato più di tre ore di fila e con le bimbe sono stati a visitare la casa museo di Anna Frank; Miche e Emanuele con i tre piccoli Asaria, Pietro e Alice sono andati a giocare al parco di Vondelpark (il “Central Park” di Amsterdam).
A pranzo abbiamo sempre improvvisato con panini o fermandoci presso fast food: il primo giorno la catena “Wok &go” e poi uno dei ristoranti della famosa catena “Bagel & Beans” – in entrambi i casi la cucina è espressa ed è possibile mangiare tranquillamente gluten free.
Al rientro, sotto la pioggia battente, Massimo si è accorto che la sua batteria del camper è andata, per cui, dopo varie prove con i cavi, partiamo alla ricerca di un’officina. Così, anche il secondo camper usufruisce di una nuova e splendente batteria olandese. Ma, mentre alla povera famiglia Salvato, la settimana prima hanno fatto pagare € 200, ai La Greca non solo la batteria costa “soltanto”€ 120, ma il meccanico offre a tutti il caffè e ci regala un flacone di sgrassatore! No comment!
Nel tardo pomeriggio ripartiamo per arrivare in serata nella vicinissima città di Edam, dove ogni mercoledì, un gruppo di figuranti mette in scena una rappresentazione del vecchio mercato del formaggio. Molto divertente, soprattutto per i bambini, si può assistere alla contrattazione fra i contadini e i rivenditori e si può inoltre assaggiare e acquistare ottimo formaggio locale.
Anche questi giorni piove, quasi ininterrottamente, il campeggio dove ci siamo sistemati è graziosissimo – e decisamente a buon mercato, 20 euro a notte – ma il terreno è diventato un acquitrino. Fortunatamente è disponibile una grande stanza conviviale, per cui il pomeriggio abbiamo organizzato una bella merenda crêpes e nutella, mentre noi mamme ci siamo dedicate alle lavatrici ed al riassetto del camper, che è un po’ disastrato dopo i primi dieci giorni di viaggio. Anche la sera dopo cena siamo riusciti a stare tutti insieme per una gara di ping pong e, per la gioia di Pietro che da una settimana lo chiede, partitone di pinnacola.
Al mattino, carico e scarico dei camper presso il campeggio e imbarco sul traghetto verso l’isola di Texel.
Appena sbarcati e parcheggiati presso il campeggio De Krim, confidando che il tempo resista solo nuvolo e non ci annaffi, ci lanciamo in un’altra biciclettata fino al faro. 15277078505_2d1a2b217e_zAnche qui ci sono delle meravigliose piste ciclabili, completamente immerse nella natura. Inizialmente ci perdiamo un po’, poi capiamo come funzionano le indicazioni stradali. Ogni punto di interesse è indicato da un numero e così i vari percorsi. Pista numero 31, pedalando fra le famose dune arriviamo ad una splendida spiaggia, dove la bassa marea ha scoperto una distesa di conchiglie grigie, per la gioia delle bimbe che si sono prontamente riempite le tasche dei giubbini…Il vento però è fortissimo, per cui facciamo una breve passeggiata fino al mare, foto di rito e rientro presso il vicino bar sulla spiaggia per una tipica merenda “estiva”: cioccolata calda – con rinforzo di rum per le mamme che devono rinfrancare lo spirito…- e le immancabili patatine fritte, che ormai sono divenute l’alimentazione base dei nostri poveri pargoli. Il seguito della serata è stato talmente divertente che Cristina voleva far imbucare alla nostra festa anche un suo amico medico stabilmente a bordo di ambulanze, pertanto la redazione decide una decorosa censura nella presente narrazione.
Il mattino seguente, distrutti dalla nottata, abbandoniamo subito l’idea di pedalare e decidiamo per la visita al Parco Ecomare, da raggiungere in camper. Purtroppo anche questa mattina è stata piovigginosa, ma gli occhioni tondi e coccoloni delle foche hanno rapito il cuore di grandi e piccini. All’interno ci sono diversi padiglioni educativi – sull’inquinamento, sul fenomeno dello spiaggiamento di delfini e balene, sulla fauna locale – tutti con la possibilità di giochi interattivi per i bambini; fuori invece ci sono le vasche con le foche e i delfini e delle vasche protette per le foche neonate o i delfini in cura dopo il recupero dalla spiaggia.
Il pomeriggio i piccoli sono voluti andare a sguazzo nella piscina coperta del campeggio – che, a parte uno scivolo, è un po’ una grande vasca da bagno – mentre gli altri hanno fatto ancora una biciclettata fra le dune.
Dopo una notte di meritato riposo, il mattino iniziamo a scendere a sud, confidando di incontrare tempo e temperature migliori. Ma ormai qualcosa lassù nel cielo deve essersi adirato con noi, e poco prima di attraversare la grande diga, si scatena una tempesta degna del più terrificante gennaio al polo nord, con pioggia, vento e grandinata!
Ormai rassegnati al clima natalizio, parcheggiamo e dopo pranzo andiamo a visitare la cittadina di Herlingen. Il paese è grazioso, con i canali e le casine tipiche, una bella chiesa protestante con un grande organo provvisto di organista in piena attività. Inoltre è pieno di negozietti, così lo shopping prende un po’ la mano a tutti. Anche ad Asaria, che si è allontanata per andare da sola ad acquistare un cavallino…un quarto d’ora di panico generale: la piccola peste era nel negozio di giocattoli e galoppava con tanto di nitrito…
Nel tardo pomeriggio ripartiamo diretti a Hindeloopen. Malgrado siano già due settimane che viaggiamo in Olanda, ancora non riusciamo ad abituarci agli orari locali. Infatti qui tutte le attività al pubblico cessano alle 17:30 e anche pub e ristoranti chiudono molto presto, dalle otto di sera le città sono praticamente vuote. Per cui anche questa sera abbiamo avuto l’amara sorpresa di uscire per cena e di trovare le cucine già chiuse. Fortunatamente un pub ci accoglie: il locale si svuota praticamente subito e restiamo solo noi a cena! Anche qui comunque siamo riusciti a mangiare bene, malgrado il menù intraducibile: Cristina e Barbara hanno provato un mix di specialità di carne e pesce servite in piccole ciotole, con le immancabili patatine fritte; Emanuele, probabilmente ancora annebbiato, si è avventurato ad assaggiare un piatto di cozze cotte con la pancetta (!!??) e anche io sono riuscita a mangiare gf un filetto di…pesce gatto, decisamente più appetitoso dell’aringa cruda della settimana scorsa. Anche questo paesino sembra veramente grazioso, ma ormai alle 23 è tutto chiuso e riusciamo solo a sbirciare qualche finestra decorata delle casette tipiche lungo i canali.
Prima di dormire, ormai come tutte le sere, facciamo il programma per la giornata seguente in base alle previsioni del tempo. E visto che il meteo prevede tempo bello tutto il giorno decidiamo di restare a visitare i dintorni di Hindeloopen in bicicletta. Il mattino presto il sole splende e tutti siamo pronti per partire. Appena inforcate le bici ci rendiamo conto che un enorme nuvolone nero sta volando proprio nella nostra direzione. Il tempo di scendere dalle bici e risalire in fretta sui camper ed un nuovo acquazzone rovina la mattinata. Con il morale a terra, di fronte all’ennesima tazza di tè, fra le righe esce fuori la soluzione che tutti pensiamo, ma che nessuno ha cuore di proporre: tornare a casa.
Ma ormai sembra essere una sfida e così rattoppiamo gli animi e decidiamo di provare ad andare avanti, scendere ancora più a sud e recarci subito in visita al parco Hoge Weluwe e al museo Kröller Müller.

Settimana 3 – Come back.
Arriviamo in serata, parcheggiamo direttamente nei posti camper nel parco. Visto che il museo di lunedì è chiuso, il mattino inforchiamo nuovamente le bici e facciamo una bella girata fra i vari habitat del Parco. Ovviamente in tarda mattinata ricomincia a piovere, ma ormai siamo idrorepellenti, e quindi, malgrado qualche imprecazione, proseguiamo imperterriti la nostra biciclettata. Zuppi e contenti, la sera ci siamo asciugati di fronte ad un bel fuoco… nel barbecue del campeggio, in una vera atmosfera da baita di montagna!15253998056_ee51bae0e7_z
Il giorno dopo andiamo direttamente in visita al museo Kröller Müller. Il museo è splendido per le opere che raccoglie ed è anche ben organizzato per i bambini, con attività interattive, un area dedicata e un bellissimo parco dove fare una bella passeggiata circondati da opere d’arte.
Ripartiamo subito dopo pranzo, ma dopo una breve sosta al supermercato, ci accorgiamo che nel camper di Barbara e Emanuele non funziona più la batteria…e così, tre settimane e tre batterie distrutte!
Quindi cerchiamo in fretta un’officina, ma purtroppo, come ormai sappiamo bene, qui chiudono tutti entro le 17.
Fortunatamente i babbi riescono, probabilmente per un gran colpo di fortuna(!!), ad aggiustare il camper. A questo punto la decisione è unanime, a malincuore lasciamo l’Olanda, direzione casa.
Il mattino dopo arriviamo a Strasburgo, prima tappa sulla strada del rientro.
L’area di sosta non è il massimo, proprio a ridosso di un vero campo nomadi e molto sporca, però è collegata al centro da una lunga pista ciclabile. La prima impressione è quella di una grande città, molto diversa dai paesini olandesi a cui eravamo abituati, tuttavia girellando scopriamo un centro molto grazioso, con negozietti e tante pasticcerie che sfornano i famosi “macarons”, anche gf!! Il mattino abbiamo fatto un breve giro in camper per vedere il Parlamento Europeo e poi siamo ripartiti subito verso Monaco. Serata presso la Hofbrauhaus per ricordarci che nel mondo l’ora del silenzio scatta ben oltre le 17…Il giorno dopo babbi e bimbi hanno fatto visita allo stadio di Monaco, ed infine ultimo viaggio fino a casa!

A conti fatti, la nostra eroica tenacia nella lotta contro il maltempo non è stata affatto ripagata – probabilmente in tutta la vacanza ci saranno stati 5 giorni di sole, mai interi – tuttavia questa lotta impari contro il maltempo ha tirato fuori il meglio di noi. Come abbiamo detto più volte in viaggio, questa non è stata una vacanza per bambocci, ma una prova di sopravvivenza per veri duri.
Il tempo era brutto, in camper vigeva un regime militare e ognuno di noi si portava dietro le proprie ansie e le proprie paure, ma tutti abbiamo sempre avuto – più o meno! – il sorriso e la voglia di stare insieme e questo ha dato un senso alla vacanza…e quindi, soprattutto per questo, grazie a tutti!

Hanno partecipato

Equipaggio n. 1:
Emanuele, detto Gucci Man. Sempre griffato, cappellino e scarpa in pendant per affrontare qualsiasi condizione atmosferica.
Barbara, ovvero Barbara, sweet Barbara. Non perde mai il controllo della situazione e riesce ad essere sempre dolce e cortese, in qualsiasi frangente – giuro, niente ironia!
Sampei, detto Pietro…ooops, Pietro, detto Sampei. Non dimenticheremo mai l’abbuffata di pesciolini pescati nei canali di Edam.
Matilde, The Wi-fi girl. Riesce a connettersi a internet con libero accesso, senza farsi beccare dalla mamma e…pedalando in bicicletta!

Equipaggio n.2:
Michele, detto Puma Man. Sempre con la maglia nera della Puma, anche lui in pendant, ma con la barba da talebano… per affrontare qualsiasi condizione atmosferica.
Simona, voce narrante: senza glutine ma con un poco di zucchero “vorrebbe risolvere tutti i problemi del mondo” (citazione liberamente tratta da farneticazioni notturne di Emanuele).
Asaria, aspirante nudista. Ancora oggi è convinta che gli abiti siano stati inventati per farle un personale dispetto.
Alice, detta…Alice, troppo piccola per prendersela con lei, le lascerei ancora qualche anno con il beneficio del dubbio…

Equipaggio n. 3:
Massimo, ovvero l’aspirazione personificata di ogni camperista. Ha sempre la soluzione ad ogni problema, ha sempre l’attrezzo giusto…tranne quando si scorda di non spegnere il camper con la batteria fusa!
Cristina, detta anche Ciucciaboccetta. Prima della partenza pensava di soffrire di ansia, oggi, grazie alla brillante compagnia, probabilmente vive nel terrore di poter rivivere esperienze simili a quelle vissute durante questa vacanza…
Alessia, la saggia. Seria, dolcissima e pacata, l’unica vera adulta della compagnia…grande Alessia!
Sara, detta The Brave. Che il pericolo da affrontare sia un rospo, una falena o il gulasch, la piccola Sara non si tira mai indietro, affrontando qualsiasi situazione con coraggio.

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